In ogni auto batte un cuore verde? I metalli della transizione energetica.

Di fronte ai cambiamenti climatici, i trasporti e l'energia sono i due settori chiave di una transizione energetica duratura. L'automobile cambierà il mondo? 

I nuovi Obiettivi dello Sviluppo Sostenibile promossi dalle Nazioni Unite hanno messo le «Azioni per il Clima» al centro delle loro priorità. La profonda ridefinizione a cui deve far fronte il settore dell'energia ha delle conseguenze importanti su quello dei trasporti che, in fase di elettrificazione, deve assumere un ruolo essenziale per una mobilità più ecologica. Quali componenti si nascondono dietro tali nuove tecnologie? Come vengono utilizzati questi metalli e minerali e con quale beneficio? In che modo possono rappresentare infine una fonte di soluzioni per rispondere alle sfide climatiche? Se il ruolo delle imprese del settore minerario negli investimenti socialmente responsabili è sempre oggetto di dibattito, tale settore, fondamentale per l'attività economica, può rappresentare una fonte di soluzioni per alcune delle maggiori sfide ambientali. 

Il settore automobilistico, un cambiamento in atto

Benché sia molto regolamentato, il settore automobilistico è quello in cui l'utilizzatore finale contribuisce in modo più diretto e significativo alla lotta contro il riscaldamento climatico grazie alle proprie scelte di consumo (macchina elettrica, ibrida, diesel...). La maggior parte delle tecnologie «verdi» adottate ha già dimostrato la propria efficacia, in special modo per quel che riguarda la riduzione del consumo di carburante e di emissioni di CO2. Di conseguenza, i risparmi reali economici e ambientali legati a tali tecnologie spingeranno gli utilizzatori a adottarle, contribuendo in conclusione al loro sviluppo. Questo circolo virtuoso è una risposta concreta alla transizione energetica.

Acciaio ad alta resistenza e alluminio per alleggerire il peso dei veicoli

Sostituire l'acciaio classico con l'acciaio ad alta resistenza è la prima opzione per i costruttori automobilistici al fine di ridurre il peso dei veicoli e quindi il consumo di carburante e il livello correlato di emissioni di CO2. L'utilizzo dell'acciaio ad alta resistenza nella produzione delle automobili dovrebbe così più che raddoppiare, passando dal 15% del 2010 al 38% del 2030. Un altro materiale ultraleggero è l'alluminio, che presenta il vantaggio di essere riciclabile all'infinito senza perdere le sue proprietà. Tali caratteristiche dovrebbero permettere alla domanda di continuare a crescere in modo significativo. 

Catalisi e platinoidi (platino e palladio), fattori sempre attuali

Nel 2025, tra il 75% e l'86% delle nuove automobili dovrebbe ancora avere un motore a combustione interna, anche se combinato a diverse forme ibride. La performance delle marmitte catalitiche per ridurre le emissioni di gas tossici prodotti dalla combustione degli idrocarburi resta cruciale. La domanda di platinoidi, rinomati per le loro eccellenti caratteristiche catalitiche, dovrebbe aumentare, trainata dalle nuove regolamentazioni sempre più esigenti nei Paesi sviluppati e la creazione di standard minimi nei Paesi emergenti. 

Veicoli elettrici, l'unica soluzione disponibile per un trasporto a emissioni zero

Il mercato dei veicoli elettrici ha registrato una crescita del 27% nel 2017, rispetto ad una crescita del 4,5% per il settore automobilistico in Europa. Tale crescita si spiega in particolare grazie a normative ambientali sempre più severe e al costituirsi di un sistema favorevole (sussidi ed esenzioni fiscali per gli acquirenti di veicoli elettrici, aumento della popolazione che vive nelle città e bisogni di nuove soluzioni di mobilità). 

Litio, il nuovo oro bianco 

La maggior parte dei veicoli elettrici moderni utilizza le batterie agli ioni di litio, apprezzate per la densità energetica, il peso relativamente leggero e un riutilizzo elevato. Queste batterie possono essere considerate come un elemento chiave della rivoluzione tecnologico-energetica poiché sono più efficienti e economiche. La domanda dovrebbe crescere dal 10 al 15% annuo nel corso dei prossimi anni. 

Nichel, un elemento a rischio carenza

I principali costruttori di batterie continuano ad aumentare la quota di nichel nelle batterie NCA (Nichel, Cobalto, Alluminio) e NMC (Nichel, Manganese, Cobalto), per aumentare la densità energetica. Attualmente, però, meno della metà della produzione risponde alla domanda di nichel per le batterie. Con un livello di produzione stabile fino al 2030 o, nell'ipotesi più ottimistica, un tasso di crescita minimo pari al 4% annuo, il rischio di penuria del nichel rispetto alla domanda è reale. 

Cobalto, il nuovo «blood diamond»

Il cobalto è utilizzato in misura del 30% negli accumulatori agli ioni di litio per il suo effetto stabilizzante sulla batteria e per la sua capacità di evitare il rischio di esplosione. Il maggior inconveniente del cobalto risiede nel suo prezzo e nella volatilità, trattandosi di due fattori strettamente legati alla difficoltà di accesso a tale risorsa e al rischio politico dei Paesi in cui si trova. Le accuse mosse da alcune ONG, fra cui Amnesty International, di violazione dei diritti umani nelle miniere di estrazione del cobalto nella Repubblica Democratica del Congo, mostrano inoltre l'importanza di analizzare in dettaglio le pratiche delle imprese che utilizzano il cobalto nella loro filiera di produzione. 

Il rame, l'alleato inatteso della transizione energetica

Un veicolo elettrico richiede, in media, 140 kg di rame in più rispetto ad un veicolo a motore a combustione interna. Le automobili elettriche potrebbero rappresentare fino al 6% della domanda di rame fra 10 anni, contro meno dell'1% attuale. A questo si aggiunge lo sviluppo delle infrastrutture, soprattutto se si considera che il rame per la rete elettrica e le ricariche può rappresentare un po' meno di un quarto della domanda legata ai veicoli elettrici. 

« The green side of a dirty sector »

Dietro ogni minerale si nasconde un rischio e delle opportunità. Senza minimizzare gli impatti negativi sull'ambiente e sulla popolazione che possono derivare da un'estrazione incosciente, una mera esclusione di tale settore potrebbe essere decisamente penalizzante fino all'emergere di opportunità legate alla transizione energetica. Di fronte alle sfide del cambiamento climatico, il settore minerario sembra ingannevole. Tuttavia, è perfettamente in grado di «fare la sua parte». In tale ambito, le società Norsk Hydro, Umicore, BHP partecipano pienamente alla trasformazione del settore dei trasporti verso una mobilità duratura e più sostenibile.