Questa è una scommessa in controtendenza, dato che gli ultimi sondaggi tra i gestori di fondi continuano a indicare, nonostante le valutazioni siano ai minimi da un decennio a questa parte, una forte sottoponderazione sui mercati emergenti. L'incertezza che circonda il rallentamento USA ha diminuito la pressione al rialzo sul dollaro, allentando quella al ribasso sulle valute dei paesi emergenti, Yuan in testa (meno deflussi). Anche la Banca centrale cinese è intervenuta per raffreddare la speculazione sulla svalutazione.
I mercati emergenti appaiono irrobustiti grazie al miglioramento delle partite correnti da maggio 2013 e alla minore esposizione ai settori delle commodities. In questo contesto, osserviamo che il recente allargamento dello spread è dovuto principalmente alla fuga dai titoli di qualità del tesoro USA piuttosto che a un significativo aumento dei rendimenti delle obbligazioni emergenti. Non ci pare pertanto che la nostra esposizione al debito emergente possa destare preoccupazioni.

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