Nelle ultime settimane, la pubblicazione di dati macroeconomici incoraggianti nell'Eurozona e negli USA ha dato adito a un rimbalzo degli attivi a rischio. Nell'Eurozona, questi ultimi hanno registrato una performance inferiore rispetto agli USA sia perché le sorprese economiche non sono state della stessa caratura sia perché poche settimane dopo si è toccato il fondo. I primi sondaggi resi noti per il mese di marzo indicano un secondo trimestre più robusto sulle due sponde dell'Atlantico dopo un inizio d'annata deludente.

Le stime del Markit Flash per le PMI dell'Eurozona sono state comunicate la settimana scorsa. In particolare, sorprendono in positivo le PMI dei servizi (54.0 vs. il 53.3 previsto e il 53.0 di febbraio), mentre le PMI del manifatturiero aumentano in linea con le aspettative (51.4 vs 51.2 del mese precedente). Il composito PMI per la regione rimane ancorato al territorio di crescita positiva implicito nella soglia dei 50 punti. È importante notare che la ripresa si è verificata anche fuori dalla Germania, in particolare in Francia, dove l'indice composito è al livello più alto dallo scorso ottobre.

Negli USA, la pubblicazione degli indici manifatturieri regionali fa presumere un indice dell'Institute of Supply Management (ISM) migliore del previsto per le PMI. La settimana scorsa, gli indici Fed di Dallas, Kansas City e Richmond sono rimbalzati in linea con gli indici Fed NY Empire e Filadelfia, già pubblicati in precedenza durante il mese. Alla luce degli ultimi sondaggi, i timori di recessione espressi a gennaio e febbraio sembrano acqua passata. Per converso, è aumentata la probabilità di una stretta della Fed durante l'estate. Questo possibile giro di vite della Fed potrebbe rappresentare il prossimo ostacolo che i mercati dovranno superare nelle settimane a venire.