L'estate scorsa Candriam ha assunto un sovrappeso sui titoli azionari giapponesi. Da allora, le azioni giapponesi hanno sovraperformato le azioni globali ed europee, sia in valuta locale che in euro.
Adesso che Shinzo Abe ha ottenuto un nuovo mandato e Haruhiko Kuroda è stato confermato governatore della Banca del Giappone, siamo alla ricerca di un nuovo catalizzatore. La visibilità su un mix di politiche accomodanti e un'espansione al di sopra del potenziale rimane un supporto ed è più accomodante rispetto alle previsioni del consenso.
La sovraponderazione nei titoli azionari giapponesi è stata finora una scommessa redditizia. Da quando a luglio dello scorso anno abbiamo assunto un sovrappeso sui titoli giapponesi, la rielezione di Shinzo Abe, quest'autunno, ha dato ulteriore visibilità all'agenda della reflazione giapponese, nota come Abenomics. Di conseguenza, negli ultimi mesi il sentiment delle imprese, anche tra le piccole imprese più orientate al mercato interno, ha registrato un miglioramento. Il mercato azionario giapponese ha risposto con un rally del 20% fino al picco di gennaio di quest'anno. Poiché il Giappone è ben posizionato per trarre vantaggio dall'espansione economica globale, prevediamo un secondo anno di crescita del PIL al di sopra del potenziale (1,3% nel 2018 dopo l'1,8% nel 2017).
Una BoJ accomodante più a lungo. Oltre alla crescita globale sincronizzata, una BoJ accomodante dovrebbe spingere ulteriormente la reflazione. Le nomine di governo per la nuova troika della BoJ (in particolare il professor Wakatabe nelle vesti di vice governatore) hanno confermato il nostro orientamento per cui la banca centrale giapponese non intenderà unirsi alle altre banche centrali per inasprire in tempi brevi la propria politica monetaria. Il Giappone dichiarerà probabilmente la vittoria nella lotta contro la deflazione, tuttavia le pressioni inflazionistiche restano attenuate e innescano un forte aumento degli spread dei rendimenti reali rispetto agli Stati Uniti. In tale contesto la recente crescita dello yen giapponese appare esagerata e rischia di ritardare i progressi verso l'obiettivo di inflazione del 2%.
I risultati societari giapponesi non sono andati di pari passo rispetto alla valuta? Un rafforzamento dello Yen giapponese costituisce di solito un vento contrario per le azioni e gli esportatori ne risentono. Poiché l'attuale espansione è sempre più ampia, le società nazionali contribuiscono altresì alla crescita dei profitti. Dall'inizio del 2017, il momentum robusto degli utili in Giappone è stato lo specchio del miglioramento economico piuttosto che dell'andamento delle valute. Non dovrebbe sorprendere pertanto che negli ultimi mesi la correlazione tra Nikkei e Yen sia venuta meno.
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