Si prevede una revisione della Costituzione da parte del Congresso nazionale del popolo cinese per abolire i limiti alla durata del mandato presidenziale. Strada spianata dunque per Xi Jinping perché continui a governare dopo la fine del mandato nel 2023. È stato dichiarato leader "centrale" nel 2016, il suo "pensiero" è stato racchiuso nella costituzione nel 2017 e il suo potere ha raggiunto un nuovo apice nel 2018. L'impatto di una Cina più centralizzata potrebbe essere avvertito nella gestione del valore dello yuan cinese e nelle potenziali misure di ritorsione commerciale.
Le montagne sono alte e l'imperatore è lontano. Questo proverbio secolare dimostra che il governo centrale ha sempre incontrato ostacoli nell'imporre le proprie politiche a tutto il paese. Il consolidamento del potere di Xi Jinping potrebbe portare a una riforma accelerata nel breve periodo. Più la Cina diverrà centralizzata, maggiore è il rischio che le iniziative locali perdano vigore. Si prevede che il Congresso nazionale popolare convalidi i 3 obiettivi economici principali incentrati sulle sfide interne: riduzione del rischio finanziario, riduzione della povertà e dell'enorme divario tra reddito urbano e rurale e riduzione dell'inquinamento. Non vi è dubbio che la "tolleranza zero nei confronti della corruzione e del mantenimento dello status quo" incentiverà i burocrati locali al rispetto delle regole.
Xi Jinping favorisce le decisioni prese dalla "mano visibile" piuttosto che dalla "mano invisibile". Uno spostamento verso una regola quasi indefinita di un uomo solo in Cina si contrappone alle democrazie occidentali. Solo il tempo dirà se la competizione tra i due sistemi, il capitalismo democratico o quello comunista, permetterà a una Cina autocratica di divenire un amico o solo un partner.
I mercati finanziari attendono con impazienza risposta alle seguenti domande: Innanzitutto, per quanto tempo la Cina tollererà uno Yuan più forte? Nel contesto di una crescita leggermente meno ciclica, l'apprezzamento dello Yuan negli ultimi dodici mesi rappresenta un ostacolo per le esportazioni cinesi. In secondo luogo, che tipo di misure di rappresaglia adotterà la Cina in risposta ai dazi statunitensi sull'acciaio e sull'alluminio? Vi è solo una certezza: Xi Jinping deciderà in merito.

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