Da alcune settimane, sempre più commentatori sostengono che l'economia USA si starebbe dirigendo verso una recessione. I motivi addotti sono molteplici: la ripresa attuale ha già superato la durata media di un ciclo "normale", i mercati azionari hanno subito recentemente un brutto capitombolo, gli spread di rendimento si sono allargati, gli indici ISM mostrano segni di debolezza (ultimamente anche nel terziario), la Cina potrebbe trascinare con sé l'economia USA ...

Tuttavia, l'economia USA si è dimostrata finora alquanto resiliente nonostante il lungo periodo di apprezzamento del dollaro (da gennaio 2014, il dollaro registra un apprezzamento cumulativo del 21%). Il mercato residenziale ha continuato a migliorare, l'indice ISM composito è in calo ma continua a puntare a una crescita positiva. Le vendite al dettaglio si mantengono piuttosto elevate, e l'automobile supera la media del decennio 1997-2007. Le richieste di sussidi di disoccupazione non sono su livelli da recessione (grafico 1) e l'ultimo sondaggio NFP (non-farm payrolls) continua a indicare un aumento delle retribuzioni del 4,5% che, con un'inflazione intorno allo 0,7%, lascia spazio ai consumi delle famiglie.

Ma non è il caso di farsi abbagliare: l'economia USA è lungi dall'essere immune dal rischio di recessione! Il dollaro potrebbe essere soggetto a un ulteriore apprezzamento in termini effettivi. Se la caduta del mercato azionario dovesse persistere, l'effetto negativo sulla sanità e un calo della fiducia dei consumatori potrebbero pesare sui consumi (grafico 2). Con il rallentamento della crescita, le imprese potrebbero tagliare sui piani d'investimento, sospingendo l'economia USA più vicino alla recessione.