Dopo aver sottoperformato rispetto alle azioni dei mercati sviluppati e, in particolare, degli Stati Uniti per diversi anni consecutivi, dal 2016 le azioni dei mercati emergenti (secondo l’indice MSCI Emerging Markets) hanno messo a segno un rally eccezionale. All’inizio di quest’anno, si prevedeva che tale ripresa sarebbe proseguita negli anni a venire grazie al rafforzamento dei fondamentali economici e societari. Tuttavia, il mese di aprile ha rappresentato un punto di svolta piuttosto inatteso (e temporaneo?), ovvero che i mercati emergenti hanno nuovamente evidenziato una sottoperformance. Cosa aspettarsi dunque per il futuro?
Opportunità emergenti in uno scenario di mercato in evoluzione
Dopo alcuni anni di ottime performance, i mercati emergenti hanno dovuto affrontare numerose difficoltà nel secondo trimestre. L’effetto congiunto della minore sincronizzazione del trend di crescita globale (nonostante la continua forte crescita statunitense) e delle iniziative economiche e geopolitiche dell’amministrazione Trump (tagli alle imposte USA, sanzioni nei confronti di Russia e Iran, attriti commerciali con i principali partner commerciali) ha alimentato le aspettative di aumento dei tassi d’interesse americani, di volatilità delle quotazioni petrolifere e di rafforzamento del dollaro.
Di conseguenza, diversi mercati emergenti e le relative valute, soprattutto quelli caratterizzati da posizioni esterne con fondamentali più deboli, hanno iniziato a essere sotto pressione nelle ultime settimane. Dal momento che il 2018 rappresenta un anno ricco di appuntamenti elettorali importanti per i mercati emergenti, le notizie politiche provenienti da Turchia, Messico, Brasile, Malesia, ecc. hanno aumentato l’incertezza. Anche la recente situazione politica italiana non ha contribuito a sostenere il sentiment, soprattutto nei mercati dell’Europa orientale. Durante questo periodo, i mercati emergenti più grandi con fondamentali più solidi, come Cina, Corea del Sud e Taiwan, hanno comunque continuato a registrare una performance discreta. Tuttavia, non sorprende che alcuni investitori si interroghino sulle prospettive dei mercati emergenti in quanto asset class. Sebbene riconosciamo che queste problematiche abbiano aumentato la volatilità complessiva del mercato e che la selezione idiosincratica dei paesi, dei settori e dei titoli resterà importante, diversi fattori sostengono il nostro relativo ottimismo nei confronti dei mercati emergenti nel medio-lungo termine.
- Ai livelli attuali, le azioni dei mercati emergenti (ME) rappresentano un’opportunità interessante per gli investitori di lungo periodo. Mentre gran parte del mondo sviluppato sta attraversando le ultime fasi del ciclo espansionistico, le economie emergenti si trovano ancora a inizio ciclo e sono sostenute da una solida crescita economica e degli utili.
- Secondo il Fondo Monetario Internazionale (FMI), nel 2018 le economie dei mercati emergenti dovrebbero espandersi con un ritmo di crescita del prodotto interno lordo (PIL) vicino al 5,0%, quasi il doppio rispetto ai mercati sviluppati. Non sorprende che la Cina, sempre più dominante non solo come seconda economia mondiale ma anche come principale destinazione per le esportazioni dei paesi emergenti, continuerà a costituire il principale fattore trainante per la crescita dei mercati emergenti.
- Nonostante le attuali apprensioni sulla solidità dei fondamentali, il rapporto medio debito/PIL nei mercati emergenti è ancora positivo e persino in calo in molti Paesi. Inoltre, il rischio inflazionistico resta ampiamente contenuto grazie alle innovazioni tecnologiche rivoluzionarie che continuano a tenere a freno la crescita degli stipendi.

Solida crescita degli utili con valutazioni interessanti
La presenza di condizioni economiche favorevoli e la crescita degli utili rappresentano fattori fondamentali per i rendimenti azionari. Affrontando un nuovo ciclo di mercato, i rendimenti azionari dei ME dovrebbero trarre vantaggio dalle dinamiche demografiche strutturali, dalla riduzione dei livelli d’indebitamento societario e dal rafforzamento degli scambi commerciali tra le economie emergenti. Inoltre, sebbene il dollaro USA resti un fattore importante, il livello d’indebitamento in dollari delle società quotate dei ME, soprattutto quelle asiatiche, si è ridotto dalla crisi del 2013, grazie alla riduzione della leva e alla disciplina sugli investimenti.
Secondo MSCI, la crescita degli utili e dei ricavi per le azioni dei ME dovrebbe superare quella dei mercati sviluppati nel corso del 2019. Candriam prevede che gli utili cresceranno maggiormente in Asia (principalmente Cina e Corea del Sud) e nei settori dell’informatica, dei materiali e dell’energia.
Ulteriori elementi a sostegno delle azioni dei ME sono le valutazioni interessanti rispetto alle medie storiche e ai mercati sviluppati (stando al CAPE, il rapporto prezzo/utili corretto per il ciclo).

(Non è possibile investire in un indice. Le performance passate non costituiscono garanzia di risultati futuri.)
Sfruttare le inefficienze del mercato prestando attenzione al rischio
Per diversi anni, a dominare le notizie e il sentiment degli investitori sono stati i rischi, e non le opportunità, dell’investimento in azioni dei ME. Tuttavia, raggiunto un punto d’inversione nel 2016, le prospettive degli investimenti nei mercati emergenti sono migliorate nettamente.
Nonostante le prospettive promettenti, gli investitori devono prestare attenzione ai rischi associati ai mercati emergenti, e la selezione degli asset rappresenta comunque un fattore fondamentale per la (sovra)performance. Sussistono ancora rischi relativi alle politiche delle banche centrali e geopolitici, come il protezionismo e i dazi doganali. Candriam continua a monitorare le tendenze macroeconomiche globali e locali, le riforme normative e gli sviluppi (geo)politici, nonché la selezione dei titoli, in linea con il suo approccio bottom-up. Per quanto riguarda le società, la selezione dei titoli basata sui fondamentali, mantenendo la flessibilità necessaria per sfruttare le inefficienze del mercato e gestire il rischio, costituisce un elemento essenziale e diventerà sempre più importante in futuro. Candriam è convinta che gli investitori possano ottenere risultati migliori attraverso un approccio tematico che privilegi le società di qualità caratterizzate da vantaggi competitivi e da una crescita organica solida e sostenibile.