Per molti anni i titoli dell’IT sono stati un investimento molto redditizio, anche tenendo conto del tracollo del settore tecnologico nel 2000. Particolarmente dopo l’effervescente performance nel 2017, è opportuna una riflessione per capire se la passione per la tecnologia è giustificata oppure no. L’attuale capitalizzazione di mercato del settore tecnologico riflette o no la realtà dei fatti?
È evidente a tutti che le continue innovazioni tecnologiche influiscono sempre di più sulle nostre vite quotidiane. Basti pensare al nostro smartphone ed a tutte le app che usiamo ogni giorno, o all’ausilio dell’intelligenza artificiale per impedire i furti alle carte di credito , o alla maggiore sicurezza quando guidiamo l’automobile grazie ai sensori e alle telecamere. La tecnologia ha migliorato in moltissimi modi le nostre abitudini di vita e di lavoro. A nostro avviso questo dev’essere l’obiettivo finale di ogni singola innovazione tecnologica: migliorare la qualità delle vite delle persone.
La Rivoluzione Digitale
Negli ultimi anni abbiamo assistito al lancio sul mercato di una nutrita serie di nuove tecnologie e applicazioni, dalla cosiddetta Internet of Things o IoT all’automobile autonoma, dalla Realtà virtuale (Virtual Reality o VR) alla chirurgia robotica e dal Big Data all’Intelligenza artificiale (Artificial Intelligence o AI). Il motivo del lancio sul mercato di tutte queste applicazioni sono le capacità di calcolo e di archiviazione dei dati dell’informatica, oggi quasi illimitate. Solo grazie a queste capacità ogni settore, ogni impresa, ogni ufficio in ogni azienda e ogni singolo individuo stanno concretamente avvertendo l’importanza di questa rivoluzione tecnologica. E’ iniziata un’esplosione spettacolare degli utilizzi commerciali dell’IT, che è destinata a continuare. Questo è il principale motivo del nostro ottimismo a lungo termine sul settore.
Il rialzo dei titoli tecnologici è eccessivo?
Oggi l’interrogativo cruciale è se le dinamiche di lungo periodo siano già state completamente scontate dalle attuali quotazioni azionarie oppure no. Gli investitori più navigati faranno automaticamente il paragone con lo scoppio della bolla dell’informatica a marzo del 2000, ricordando i tanti anni consecutivi di multipli di valutazione stratosferici, di investimenti frenetici e di previsioni vertiginose di aumenti degli utili. Tutto questo meccanismo era stato innescato dall’arrivo del World Wide Web e dalla disattenzione di molti investitori verso concetti basilari come i multipli di valutazione, l’indebitamento e il rischio. A ogni costo non si doveva perdere il treno di internet e della sua catena distributiva. Quindi era inevitabile che la capitalizzazione totale del settore informatico rispetto a quella dell’intero mercato si triplicasse in appena 5 anni (fig. 1). Cosa accadde quando molte di quelle dot-com si trovarono senza soldi in cassa, non potendo mantenere le favolose promesse di redditività dei loro modelli commerciali... è storia nota.
Siamo convinti che la situazione attuale è molto diversa dagli eventi del cosiddetto Y2K. Il settore ha imparato la lezione e si è completamente reinventato. Le massicce fusioni innescate dagli eventi del 2000 sono ancora in corso: ad esempio nel segmento delle memorie a semiconduttori gli operatori importanti si sono ridotti da circa 25 a 3. Le conseguenze sulla redditività delle aziende rimaste sono facilmente comprensibili.
I criteri di stima tradizionali come il rapporto P/U, i margini operativi e la crescita prevista degli utili sono tutti molto più realistici e molto lontani dai livelli del 2000 (fig. 2). Nella tabella di raffronto seguente esaminiamo i dati aggregati dell’industria dei semiconduttori come esempio dell’intero settore IT.
Come ultimo dato, ma non meno importante, ricordiamo il graduale aumento della ponderazione del settore IT nel mercato azionario totale (pur restando molto sotto i livelli del 2000), ma stavolta l’aumento degli utili del settore è stato molto maggiore. Nell’ultimo ventennio la ponderazione del settore IT si è triplicata, ma gli utili sono aumentati più di nove volte.
Il settore è sostenuto da fattori rialzisti di lungo periodo
Le straordinarie innovazioni nel settore tecnologico sono tutt’altro che esaurite. La automobili completamente autonome, i droni evoluti che ci consegneranno i prodotti ordinati senza alcun intervento umano, i computer quantistici milioni di volte più potenti di quelli più moderni, i mini-robot utilizzabili per eseguire biopsie e somministrare farmaci dentro il corpo umano... sono solo alcuni esempi di una realtà futura che è ancora solo agli albori. I ricavi, i margini e la generazione di liquidità in tutto il settore IT continueranno ad aumentare grazie al progresso tecnologico. Riteniamo realistico l’attuale multiplo di valutazione, pur non potendo escludere una correzione passeggera date le notevoli sovraperformance passate, particolarmente nel 2017. Per tale motivo restiamo convinti che il settore meriti ancora l’attenzione degli investitori e grazie ai numerosi fattori rialzisti a lungo termine resterà una valida opportunità d’investimento.
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