Le small e mid cap hanno sovraperformato le large cap dai minimi del mercato registrati durante la crisi finanziaria del 2009. Candriam prevede che le small cap continueranno a sovraperformare, ma sottolinea la necessità di concentrarsi su società di alta qualità che si dimostreranno più resilienti all'allentamento dell'erogazione di liquidità a basso costo da parte delle banche centrali.
Grafico 1: Le società small e mid cap hanno sovraperformato gli indici delle large cap. 
A livello accademico, si è molto discusso in materia di validità e sostenibilità della sovraperformance registrata dalle piccole e medie società negli ultimi anni, perché le small cap sono negoziate con una valutazione premium rispetto alle large cap. Da studi recenti (“Size Matters, If You Control Your Junk”*), tuttavia, emerge che se la scelta ricade sui titoli small cap di alta qualità, ovvero su società redditizie che evidenziano una crescita degli utili e che presentano un rapporto utile/rendimento elevato, esse sovraperformano di gran lunga le relative controparti di dimensioni maggiori.
Società innovative nei mercati di nicchia in crescita
Questa scoperta accademica conferma il nostro approccio di investimento nel segmento. Selezioniamo società che operano nei mercati di nicchia in crescita per il dinamismo della gestione e per il potenziale innovativo. In molti casi, le società più piccole sono gestite dai fondatori che tendono a essere più prudenti nel ricorrere all'indebitamento poiché ad essere a rischio è il loro stesso patrimonio. I fondatori riconoscono anche l'importanza dei flussi di cassa, della redditività e della crescita degli utili nello sviluppo della società. Nel corso del tempo, i team di gestione delle società, che hanno a cuore gli interessi dell'azionariato, si rendono conto che la performance ruota principalmente attorno alla generazione di flussi di cassa e all'allocazione del capitale per gli usi più opportuni.
Inoltre, la struttura di gestione delle piccole società è di norma più snella rispetto alle omologhe di dimensioni maggiori, il che consente loro di assumere decisioni in modo più rapido e di essere più reattive. Come sottolineato dal Boston Consulting Group: l'agilità ora fa a gara con le dimensioni in quanto fattore determinante per il successo.
Si tratta di investimenti onerosi?
Nel guardare alle valutazione attuali, sembra che le small e le mid cap europee siano negoziate con un’impostazione premium rispetto alle grandi società. Tuttavia, il sovrapprezzo è ancora in linea con la media storica (Grafico 2). Ciò rafforza la nostra convinzione sull'opportunità di essere esposti a questo segmento di mercato.
Grafico 2: Valutazione premium delle small cap, in linea con la media storica relativa. 
Fare leva sul momentum economico
I titoli small cap, inoltre, presentano generalmente una quota più elevata di ricavi generati da clienti nazionali e il che consente loro di beneficiare appieno della solidità di un'economia locale. Ciò è particolarmente vero in Europa, dove l'economia è in ripresa progressiva e di riflesso questo fatto dovrebbe essere positivo per le small cap. Peraltro, le small cap versano di norma un'aliquota fiscale più alta rispetto alle large cap che generano utili internazionali maggiori. Pertanto, eventuali tagli dell'aliquota dell'imposta sulle società favorirebbero notevolmente le piccole società.
Inoltre, essendo le small cap maggiormente orientate verso il mercato interno, ne risulta una minore esposizione a eventuali misure protezionistiche che Candriam vede come fonte di rischio potenziale. Le small e mid cap sono anche meno esposte ai mercati emergenti e alle commodity, due asset class contrassegnate da maggiore fragilità a fronte dell'aumento dei tassi da parte della Fed.
Infine, i titoli small cap presentano di norma beta più elevati e, di conseguenza, registrano una buona performance durante i rally decisi del mercato. Nel medio termine, riteniamo che resteremo in un contesto caratterizzato da una crescita minima. In tale contesto, gli investitori dovrebbero portare avanti la ricerca di small e mid cap europee, dal momento che offrono prospettive migliori in termini di crescita.
Un'opportunità da cogliere
L’investimento nelle small cap non è privo di rischi, perché solitamente si assiste alla mancanza di una ricerca di qualità. Questa sorta di vuoto informativo potrebbe scoraggiare molti investitori e creare una volatilità significativa dei prezzi allorquando i mercati evidenziano un andamento negativo. Ma per gli investitori pronti a fare il proprio dovere rappresentano un'opportunità da non perdere.
Prevediamo che il 2018 sarà un anno rialzista per i mercati e per le small cap, ma l'imminente tapering europeo e la fine della liquidità a basso costo potrebbero innescare una notevole volatilità con possibili rischi macroeconomici, soprattutto per le piccole società, in quanto la scarsa liquidità potrebbe intensificare le oscillazioni delle quotazioni. Inoltre ciò potrebbe segnare la fine dei credit spread a basso costo. Ecco perché difendiamo l'importanza di puntare il focus sugli investimenti in piccole società di alta qualità con bilanci solidi.
*Asness, Clifford S. and Frazzini, Andrea and Israel, Ronen and Moskowitz, Tobias J. and Pedersen, Lasse Heje, Size Matters, If You Control Your Junk (January 22, 2015).
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