LA SCORSA SETTIMANA IN SINTESI
- La pandemia di coronavirus ha determinato una contrazione record dell'economia statunitense pari al 32,9% su base trimestrale (dato annualizzato).
- Il Congresso USA non è ancora riuscito a trovare un accordo su una misura che sostituisca il sussidio di disoccupazione federale scaduto, il che spinge il Paese verso il fiscal cliff.
- La Federal Reserve ha mantenuto stabili i tassi di interesse e nello stesso annuncio ha parlato di una prospettiva tiepida per l'economia afflitta dal coronavirus. Il dollaro si è indebolito rispetto all'euro.
- I dati legati ai sentiment hanno mostrato un miglioramento nell'IFO tedesco e nell'ampia zona euro, ma non negli Stati Uniti. L'indice del sentiment dei consumatori dell'Università del Michigan è sceso a 72,5 (rispetto ai 73 previsti).
- Si avvicina sempre più la scadenza del periodo di transizione dei rapporti tra Regno Unito e Unione Europea. I colloqui tra il negoziatore capo dell'UE, Michel Barnier, e il suo omologo, David Frost, sono rimasti in una situazione di stallo.
DATI ED EVENTI DI QUESTA SETTIMANA
- Verranno resi noti i dati dell'indice PMI globali, che contribuiranno a valutare se il rimbalzo dell'attività commerciale in seguito al lockdown causato dal Covid-19 si sia protratto fino a luglio. Dopo il rimbalzo iniziale, la crescita potrebbe vacillare.
- Nel Regno Unito, in Australia, India, Russia e Thailandia si terranno gli incontri delle banche centrali. La Bank of England è oggetto di particolare attenzione dopo le recenti discussioni sulle prospettive di ripresa.
- Il Bureau of Labor Statistics americano pubblicherà il rapporto sul lavoro mensile. Le previsioni per l'occupazione non agricola prevedono un progresso trascurabile se non nullo, dato che il virus continua a diffondersi.
- Proseguirà la stagione di rendicontazione degli utili, con oltre 1.400 aziende che pubblicheranno i loro risultati. Sono state pubblicate meno stime del solito, ma i risultati finora hanno sorpreso in positivo.
|
CONVINZIONI DI INVESTIMENTO
- Scenario di base
- Il nostro scenario centrale prevede una graduale ripresa dei mercati finanziari, soprattutto grazie all'abbondante liquidità e al sostegno governativo. Nei prossimi mesi i mercati dovrebbero comunque continuare a operare in un ampio spettro. Negli Stati Uniti aumenta l'incertezza a causa della crisi del coronavirus, non ancora contenuto, e del contesto politico. La forza del mercato finanziario contrasta con la prudenza degli investitori.
- La risposta politica europea è stata in qualche modo rassicurante: nelle ultime settimane i responsabili politici hanno affrontato con successo diversi difetti che potrebbero portare a un calo del premio di rischio delle azioni della zona euro. Le ultime settimane potrebbero essere viste come l'equivalente fiscale del "Whatever it takes" monetario.
- Le nostre convinzioni principali sono le seguenti:
- per prima cosa, è bene continuare a optare per i "vincitori" a medio termine di questa crisi, ad es. tecnologia, sanità, temi sostenibili.
- in secondo luogo, è bene aprire posizioni in asset con livelli di valutazione storicamente interessanti, poiché forniscono opportunità d'investimento. Abbiamo identificato le banche tra i settori value, il debito dei mercati emergenti e le valute poco onerose. Abbiamo inoltre aumentato alcune posizioni regionali, come Europa e mercati emergenti, soprattutto azioni di classe A cinesi, rispetto a Stati Uniti e Giappone.
- Opinioni sul mercato
- La volatilità non verrà meno poiché la visibilità sull'epidemia e le sue conseguenze rimane limitata.
- La diffusione del virus continua a rappresentare la minaccia principale, poiché non è stato possibile arginarla ovunque. Negli Stati Uniti i nuovi casi sembrano stabilizzarsi e ci sono meno vittime. In Europa è possibile una seconda ondata, ma i Paesi sarebbero meglio preparati se si verificasse. A momento l'India registra uno dei più elevati tassi di crescita.
- Le risposte della politica fiscale e monetaria andranno oltre la fine dell'epidemia. La politica monetaria mira a garantire un'ampia liquidità e, per alcune regioni, comporta ulteriori programmi di acquisti di asset. Per ora tali azioni sembrano fornire una certa sicurezza ai mercati finanziari.
- Nel breve termine, segnali positivi vengono dalla continua ripresa degli indicatori economici, dall'aumento delle sorprese economiche e dalla stabilizzazione delle revisioni sugli utili. I mercati finanziari hanno integrato rapidamente il miglioramento e potrebbero essere in anticipo.
- Nel lungo termine, gli utili del secondo semestre saranno fondamentali e determineranno la forma della ripresa. Sembra essere più probabile una ripresa a forma di V con una seconda fase più decisa. Il mercato pare non considerare la possibilità di una seconda crisi o persino di una stagnazione.
- Rischi
- La pandemia di coronavirus continuerà a rappresentare la principale minaccia per la ripresa economica finché non sarà trovato e commercializzato un vaccino. È probabile che vi siano focolai a livello locale, è possibile l'avvento di una seconda ondata, ma è improbabile un lockdown globale. I Paesi hanno acquisito esperienza nel gestire il virus: test, tracciamento e imposizione di misure di sicurezza.
- Rischio elettorale negli Stati Uniti. La gestione della crisi del coronavirus, le difficoltà economiche, i disordini sociali e il probabile venir meno degli stimoli fiscali all'inizio di agosto stanno innescando incertezza in un momento in cui la valutazione non è più interessante rispetto ai livelli storici. Una schiacciante vittoria democratica potrebbe rappresentare un rischio per il mercato azionario a causa di una possibile riforma e aumento della regolamentazione fiscale.
- Il conflitto tra Stati Uniti e Cina, sempre incombente, sta offuscando la crescita globale. Nessuno dei due Paesi può permettersi la ripresa della guerra commerciale.
- Negoziati commerciali tra Regno Unito e UE. Il negoziatore dell'UE, Michel Barnier, si aspetta il "momento della verità" per qualsiasi potenziale accordo commerciale a ottobre. Un accordo di libero scambio "limitato" è un'ipotesi realistica.
RECENTI VARIAZIONI NELLA STRATEGIA DI ASSET ALLOCATION
Rimaniamo complessivamente sottopesati sulle azioni e, dato il contesto attuale, manteniamo la nostra protezione sulle azioni statunitensi ed europee, nonché posizioni su oro e JPY a fini di copertura del portafoglio. Oltre alle nostre profonde convinzioni sulla riduzione strutturale del premio di rischio della zona euro e al sottopeso sulle azioni dell'UEM rispetto a quelle USA, riteniamo che il dollaro USA si indebolirà rispetto all'euro. Di recente abbiamo quindi aumentato il sottopeso su USD vs EUR. Siamo neutrali sulle azioni del Regno Unito, in quanto il Paese ha il potenziale per recuperare il ritardo rispetto al resto d'Europa sulla base di migliori dati economici, del sostegno fiscale del governo e di un migliore controllo dell'epidemia. Siamo sovrappesati sulle azioni dei mercati emergenti (attraverso azioni di classe A cinesi) e sottopesati su quelle giapponesi. Infine, manteniamo un'esposizione al debito dei mercati emergenti e alle obbligazioni investment grade.
STRATEGIA CROSS ASSET
- La nostra esposizione azionaria è leggermente sottopesata, ma con una maggiore selettività nell'allocazione azionaria regionale.
- Abbiamo un sovrappeso sulle azioni dell'Eurozona e un sottopeso su quelle statunitensi. La risposta coordinata degli Stati membri al virus ha rafforzato i legami, mentre la valutazione offre ancora uno sconto relativo rispetto agli Stati Uniti e il posizionamento inizia a prendere slancio. Gli Stati Uniti, che solitamente resistono bene alle recessioni, appaiono ora più frammentati dell'Europa. Oltre all'imminente fiscal cliff e all'incertezza elettorale, le valutazioni non sono più interessanti rispetto ai livelli storici. Inoltre, i riacquisti, che negli ultimi cinque anni hanno rappresentato un importante fattore trainante, dovrebbero diminuire sostanzialmente.
- Siamo opportunisticamente neutrali sulle azioni del Regno Unito. Le azioni del Regno Unito potrebbero registrare un recupero a breve termine. La decisa sottoperformance nel rimbalzo mostra uno scollamento tra l'indice e lo stato dell'economia.
- Siamo sovrappesati sulle azioni dei mercati emergenti (attraverso azioni di classe A cinesi) e sottopesati su quelle giapponesi. La Cina si sta rapidamente riprendendo dalla crisi generata dal coronavirus, mentre il Giappone dovrebbe registrare un calo degli utili.
- Manteniamo le nostre principali convinzioni in vari investimenti tematici. I settori della tecnologia, dell'oncologia e delle biotecnologie si dimostrano relativamente resilienti nell'attuale contesto e rivelano un elevato potenziale di crescita dettato dall'innovazione e dal potere di definizione dei prezzi. I temi riguardanti il cambiamento climatico e l'economia circolare offrono esposizione a soluzioni chiave per un futuro più pulito. Riteniamo che la sostenibilità continuerà ad acquisire importanza per gli aspetti sociali e ambientali. Una solida governance sembra fornire risultati migliori durante la pandemia, sia a livello aziendale che statale.
- Abbiamo una posizione di sottopeso sulle azioni, mantenendo una duration breve, ma siamo estremamente diversificati poiché l'attuale contesto crea anche opportunità nei mercati obbligazionari.
- Abbiamo un sottopeso sui titoli di Stato che non presentano alcun potenziale di rendimento se non in fasi di avversione al rischio. Preferiamo le obbligazioni periferiche rispetto ai Paesi core europei.
- In un portafoglio multi-asset, la diversificazione nel credito appare interessante. Siamo sovrappesati sull’investment grade USA ed europeo in quanto gli acquisti delle banche centrali rappresentano un sostegno.
- Abbiamo un sovrappeso anche sul debito emergente, tra cui obbligazioni societarie con una preferenza per quelle in valuta forte ed ESG.
- Abbiamo un'esposizione sulla NOK, che risultava interessante durante la crisi, nonché sull'oro e sul JPY, che fungono da mitigatori del rischio.
