LA SCORSA SETTIMANA IN SINTESI
- L’anno si apre facendo segnare record. La scorsa settimana gli indici S&P500, Nasdaq e Dow Jones hanno evidenziato nuovi record e messo a segno performance annuali del 29%, 35% e 22% rispettivamente.
- Il PMI manifatturiero dell’Eurozona permane in territorio negativo, tuttavia in Germania ha registrato una certa stabilità ed evidenziato un dato migliore per l’intera regione. D’altro canto, attività produttive statunitensi contrassegnate dal rallentamento e non in linea con le aspettative di consenso.
- Come previsto e al fine di rilanciare l’economia la banca centrale cinese ha abbassato la soglia dei depositi bancari (denominata anche Required Reserve Ratio) di 50 pb, consentendo al settore bancario di prestare maggiore denaro.
- Verbali del FOMC in linea con il precedente commento di Jerome Powell per cui la politica monetaria era al posto giusto. Nell’anno che inizia l’asticella è alta ai fini di eventuali cambi di direzione futuri, il che vale a dire che per il 2020 rialzi dei tassi sono estremamente improbabili.
DATI ED EVENTI DI QUESTA SETTIMANA
- In un futuro imminente l’accordo commerciale con la Cina rimane l’evento chiave. A metà gennaio Donald Trump ha annunciato la firma di un accordo commerciale di fase uno. Nel corso della settimana saremo in grado di avere maggiori dettagli sui contenuti.
- In termini di dati economici siamo in attesa dei PMI relativi ai servizi globali, dell’IPC flash dell’area euro e dei dati USA e dell’area euro sul lavoro.
- Dopo un rialzo significativo, a inizio dicembre, pare che la scorsa settimana il prezzo del petrolio si sia stabilizzato, prima di riprendere la corsa rialzista, a causa di un’escalation delle tensioni tra Washington e Teheran; parallelamente il leader militare iraniano di punta è rimasto ucciso in un attacco aereo statunitense.
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CONVINZIONI DI INVESTIMENTO
- Scenario core
- Il nostro scenario per il 2020 è leggermente costruttivo in quanto prevediamo un rallentamento dell’economia, ma anche rendimenti attesi globali inferiori rispetto al 2019. La sospensione dei dazi esistenti sarebbe chiaramente una buona notizia per le prospettive commerciali globali.
- Uno dei driver di mercato del 2020 saranno le elezioni statunitensi del 3 novembre. L’incertezza commerciale passa a essere un’incertezza elettorale.
- Le banche centrali hanno messo in campo massicce politiche accomodanti. Negli Stati Uniti, la Fed acquista buoni del Treasury per iniettare liquidità nel sistema. La banca centrale cinese continua a operare tagli sui Required Reserved Ratios delle banche. La posizione accomodante costituisce un vantaggio a medio termine per un mix globale di crescita/inflazione e i dati in arrivo dovrebbero riflettere tale tendenza.
- Nelle economie emergenti le autorità cinesi mitigano l’impatto della guerra commerciale e il rallentamento della crescita globale attraverso strumenti valutari, monetari e fiscali, al fine di evitare misure significative come nel 2015.
- Prospettive di mercato
- Diminuzione significativa dei rischi politici: aumento della probabilità di accordi commerciali tra Cina e Stati Uniti, rischio remoto di hard Brexit, maggiore dialogo su un’unione bancaria UE e piano ambizioso per il clima.
- Le azioni cicliche e di valore beneficiano dell’estensione del rally di fine anno sulla base di una sorta di rally di capitolazione “rialzista” in scia a un miglioramento degli auspici.
- La valutazione azionaria relativa rispetto alle obbligazioni permane interessante.
- Rischi
- Il conflitto commerciale USA-Cina. La Cina mette in dubbio la possibilità di un accordo commerciale a lungo termine con il presidente Trump.
- Questioni politiche interne negli Stati Uniti (ad es. il processo formale di impeachment e il processo elettorale), probabilmente domineranno. Potrebbero innescare shock di crescita e punti di ingresso interessanti.
- I temi geopolitici (ad esempio l’Iran, Hong Kong e il Cile) fanno ancora parte delle questioni irrisolte. Gli esiti potrebbero ancora far pendere l’ago della bilancia da un atterraggio morbido a un atterraggio duro.
RECENTI VARIAZIONI NELLA STRATEGIA DI ASSET ALLOCATION
Dopo aver tratto profitti nel corso di questa settimana chiave per i mercati finanziari, il nostro posizionamento permane lievemente sovrappesato sulle azioni. Numerose incertezze vengono chiarite, ad es. la probabilità di una recessione globale, una hard Brexit, una guerra commerciale in piena regola, la politica monetaria futura della Fed e della BCE. Siamo lievemente sovrappesati nell’area euro e abbiamo un posizionamento neutrale su tutte le altre regioni principali: Stati Uniti, mercati emergenti, Europa (UEM esclusa) e Giappone. Siamo prudenti sull’esposizione ai tassi governativi nei paesi sviluppati. Diversifichiamo sui titoli di Stato a basso rendimento attraverso l’esposizione al credito e al debito dei mercati emergenti. In termini valutari, osserviamo un sostegno minore all’apprezzamento dell’USD, dal momento che il differenziale di crescita rispetto alle altre regioni dovrebbe diminuire. Manteniamo un’esposizione al JPY e all’oro come coperture.
STRATEGIA CROSS ASSET
- Siamo neutrali sulle azioni
- Siamo neutrali sulle azioni USA. Durante l’estate le azioni hanno messo a segno buoni risultati dai nostri punti di ingresso, tuttavia la valutazione è impegnativa rispetto ad altre regioni e alla media storica.
- Abbiamo una posizione neutrale sulle azioni dei mercati emergenti. La regione ha sottoperformato nel 2019 e a medio termine potrebbe offrire un rialzo. Una Fed statunitense accomodante costituisce un vantaggio, poiché l’USD registra un lieve indebolimento.
- Siamo sovraponderati sui titoli azionari dell'area euro. Gli ultimi dati macroeconomici evidenziano segnali di indebolimento dell’economia. Un margine di manovra su una politica fiscale accomodante rimane aperto con maggiore visibilità della BCE.
- Siamo neutrali sul Regno Unito. Con l’elezione di Boris Johnson come Primo ministro, una risoluzione della Brexit è prevista entro poche settimane. Il posizionamento degli investitori è basso. La valutazione e il vantaggio competitivo di una valuta debole rendono il paese interessante.
- Siamo neutrali nei titoli azionari giapponesi. Assenza di convinzione, nonostante l’annuncio del pacchetto di stimolo fiscale del primo ministro Shinzo Abe.
- Manteniamo il sottopeso sulle obbligazioni, una duration short e diversifichiamo rispetto alle obbligazioni governative..
- Prevediamo una crescita estremamente lenta dei rendimenti obbligazionari e dei tassi, ma restiamo bassi..
- Christine Lagarde ha assunto la presidenza della Banca centrale europea. Affronta due grandi sfide: curare la frattura tra i responsabili politici del consiglio governativo e i governi nazionali ancora riluttanti a prendere il testimone delle politiche di stimolo fiscale.
- Diversifichiamo le obbligazioni governative a basso rendimento e prediligiamo il debito emergente e le obbligazioni societarie emesse in EUR.
- Il debito dei mercati emergenti ha un carry interessante e i toni accomodanti della Fed costituiscono un vantaggio. L’incertezza sul piano commerciale, un USD robusto e i rischi idiosincratici del paese costituiscono un ostacolo.
- Abbiamo inoltre un’esposizione nell’oro come copertura del portafoglio.
