Coffee Break 08/10/2018

LA SCORSA SETTIMANA IN SINTESI

  • I rendimenti obbligazionari sono aumentati sulla scia di notizie economiche migliori del previsto negli Stati Uniti e grazie a un presidente della Fed disposto a percorrere il graduale cammino della contrazione. Le aspettative di inflazione sono rimaste stabili e la curva dei rendimenti ha registrato un irripidimento.
  • La vittima collaterale dei rendimenti statunitensi più elevati sono stati gli asset World ex-US rischiosi dato che l’USD si è rafforzato.
  • I dati occupazionali negli Stati Uniti di settembre confermano la salute eccezionale dell’economia statunitense, grazie al fatto che il tasso di disoccupazione è sceso al 3,7%, il minimo degli ultimi 48 anni e parallelamente i salari sono rimasti stabili. Al contrario, i PMI di settembre evidenziano una dinamica della crescita meno sostenuta al di fuori degli Stati Uniti.
  • La bozza di bilancio iniziale del governo populista italiano si basa su premesse economiche ottimistiche, ma il declino degli obiettivi di deficit a medio termine apre il campo a negoziati con la Commissione europea.

 

DATI ED EVENTI DI QUESTA SETTIMANA

  • Nell’attuale contesto di rendimenti obbligazionari più elevati, i report sull’inflazione dei prezzi al consumo e alla produzione USA attireranno l’attenzione degli investitori.
  • Le riunioni annuali del FMI e della Banca mondiale, così come quelle dei ministri delle finanze del G20 e dei governatori delle banche centrali, si concentreranno probabilmente sulle crescenti tensioni commerciali e sulla riforma dell’OMC.
  • Dopo le conferenze annuali dei partiti conservatore e laburista nel Regno Unito, la “Brexit” tornerà in cima ai punti all’ordine del giorno.
  • Le elezioni presidenziali brasiliane iniziano a entrare nel vivo con Jair Bolsonaro e Fernando Haddad che si sfideranno in un secondo turno in programma il 28 ottobre.

 

CONVINZIONI DI INVESTIMENTO

  • Scenario core
    • L'espansione USA è saldamente ancorata e in accelerazione.
    • Al di fuori degli Stati Uniti, il ciclo economico è meno dinamico, ma il ritmo dovrebbe accelerare nel 2019.
    • Con le relazioni USA-Cina sul filo del rasoio, la Cina allenta il policy mix per mitigare il rallentamento e le tensioni commerciali.
    • Graduale aumento dell'inflazione negli Stati Uniti e nell'Eurozona, ma nessun timore inflazionistico.
  • Prospettive di mercato
    • Il momentum USA permane forte, ma non rivela squilibri economici.
    • La riforma fiscale, i riacquisti e le valutazioni ancora interessanti rispetto alle obbligazioni spingono al rialzo le azioni statunitensi.
    • Sulla base dei fondamentali, vediamo il potenziale per una riduzione della divergenza tra gli Stati Uniti da una parte e il resto del mondo dall’altra. I vari rischi politici potrebbero tuttavia divenire un ostacolo .
  • Rischi
    • Guerra commerciale: tariffe più elevate e protezionismo potrebbero frenare le economie globali, più di quanto attualmente previsto, deteriorare le relazioni internazionali e in ultimo i margini aziendali.
    • Rallentamento dei mercati emergenti: l‘andamento della liquidità dell’USD è fondamentale per i paesi emergenti a causa del debito in essere in questa valuta.
    • Rischi politici nell’UE: lo scetticismo sull’euro potrebbe continuare a crescere in quanto le opinioni divergono su un numero crescente di temi: “Brexit”, bilancio italiano, elezioni regionali in Germania, esito dei negoziati commerciali con gli USA .

 

RECENTI VARIAZIONI NELLA STRATEGIA DI ASSET ALLOCATION

Siamo sovraponderati sulle azioni rispetto alle obbligazioni attraverso una spaccatura regionale tra le azioni US, EM e dell’area euro, dal momento che prevediamo un proseguimento dell’espansione globale malgrado le tensioni geopolitiche. Manteniamo una duration short.

 

PROSPETTIVE CROSS ASSET E POSIZIONAMENTO DI PORTAFOGLIO

  • Manteniamo la nostra esposizione azionaria al sovrappeso poiché ci aspettiamo il prevalere di un contesto economico sottostante favorevole, malgrado la retorica aggressiva sul commercio e l’economia globale a due velocità.
    • La crescita degli Stati Uniti segna una nuova accelerazione e la dinamica della crescita globale, al di fuori degli Stati Uniti, dovrebbe continuare, ma a un ritmo meno sostenuto.
    • Siamo sovraponderati sulle azioni US. La politica “America first” che incide negativamente su altri paesi dovrebbe essere scontata adesso.
    • Siamo sovraponderati sulle azioni dell’Eurozona. La regione evidenzia una robusta espansione economica, sebbene in rallentamento. Preferiamo le small e le mid cap rispetto alle large cap dal momento che sono meno sensibili alla componente valutaria. Tuttavia, le incertezze politiche si accumulano.
    • Sottopesiamo le azioni europee ad eccezione dell'UEM. La regione ha aspettative di crescita degli utili inferiori e pertanto rendimenti attesi più bassi rispetto al continente e ciò giustifica la nostra view negativa. Il divorzio dall’UE è previsto tra 170 giorni, ma l’esito dei negoziati sulla “Brexit” resta incerto.
    • Siamo neutrali sui titoli azionari giapponesi: le azioni giapponesi riflettono meno il rischio interno grazie al fatto che gli "Abenomics" avranno un ruolo preponderante per altri tre anni. Il Primo ministro Shinzo Abe è la prova di un momentum economico più positivo, di conseguenza rimaniamo neutrali sull'asset class.
    • Siamo sovraesposti nelle azioni dei mercati emergenti: nell’immediato futuro la crescita globale resta robusta e gli asset dei mercati emergenti, nel complesso, hanno già generato un premio per il rischio per un inasprimento della Fed, per un USD più forte e per i rischi legati alla guerra commerciale.

  • Manteniamo il sottopeso sulle obbligazioni e una duration short.
    • Prevediamo un aumento progressivo dell'inflazione, ma nessun timore inflazionistico. 
    • L'inasprimento globale delle politiche monetarie è graduale. Al di fuori degli Stati Uniti, le altre banche centrali dei mercati sviluppati non hanno fretta di intervenire, tuttavia alcune banche centrali dei ME sono state costrette a farlo per attenuare lo stress valutario.
    • Tenuto conto della politica restrittiva della Fed e delle pressioni inflazionistiche in arrivo, prevediamo una prosecuzione del trend rialzista dei tassi e dei rendimenti obbligazionari. L'inflazione potrebbe essere spinta al rialzo oltre che dall'aumento dei prezzi alla produzione anche dalla crescita dei salari, dallo stimolo fiscale e dai dazi.
    • Nel medio termine l’espansione dell’economia europea potrebbe anche portare a un aumento dei rendimenti, anche nell'UEM. La BCE rimarrà accomodante, tuttavia a dicembre 2018 dovrebbe porre fine al QE. Mario Draghi vede l'ascesa del protezionismo come una delle principali fonti di incertezza.
    • Abbiamo una view neutrale sulle obbligazioni societarie, ma preferiamo l'UE agli Stati Uniti tanto per l'Investment Grade quanto per l'High Yield. Un potenziale aumento dei rendimenti obbligazionari potrebbe penalizzare le performance.
    • Il debito dei mercati emergenti è esposto all'impatto avverso della retorica della guerra commerciale e all'aumento dei tassi USA, tuttavia riteniamo che gli spread possano contrarsi rispetto ai livelli attuali. Nell'universo del reddito fisso il carry è tra i più elevati e offre un'opportunità di diversificazione interessante rispetto ad altre asset class.