LA SCORSA SETTIMANA IN SINTESI
- Dopo alcuni giorni di suspense, il candidato democratico Joe Biden ha vinto le elezioni presidenziali aggiudicandosi Pennsylvania, Wisconsin e Michigan. Donald Trump ha intentato varie cause.
- Il PMI globale indica un inizio del quarto trimestre piuttosto solido, soprattutto nel settore cinese dei servizi, ma le nuove ondate di COVID-19 negli Stati Uniti e in Europa mettono in discussione il futuro percorso della ripresa.
- L'economia statunitense ha creato 638.000 posti di lavoro a ottobre, il minore incremento dall'inizio della ripresa del mercato a maggio in seguito alla perdita record di 20.787 milioni ad aprile. Il tasso di disoccupazione è sceso al 6,9%.
- La Federal Reserve ha votato per mantenere i tassi di interesse a breve termine in un intervallo compreso tra lo 0 e lo 0,25%, indicando che l'attività economica rimane ben al di sotto dei livelli precedenti la pandemia.
DATI ED EVENTI DI QUESTA SETTIMANA
- I mercati finanziari cercheranno di capire le implicazioni dei risultati delle elezioni USA. Sul fronte politico, domenica sono riprese le trattative sulla Brexit che proseguiranno a Londra per tutta la settimana.
- La pandemia di COVID-19 rimarrà al centro dell'attenzione poiché i contagi stanno salendo a livelli record in numerosi Paesi e i governi si stanno muovendo per imporre restrizioni, con effetti a catena sull'attività economica.
- I sondaggi sull'attività economica globale, come l'indice ZEW tedesco, indicheranno le prospettive delle società per i prossimi mesi.
- In termini di dati macroeconomici, prevediamo dati sull'inflazione USA e sull'occupazione nell'Eurozona e nel Regno Unito.
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CONVINZIONI DI INVESTIMENTO
- Scenario di base
- Nel nostro scenario centrale abbiamo superato il picco di incertezza poiché i mercati finanziari continuano a riprendersi, soprattutto grazie all'abbondante liquidità e al sostegno dei governi, seppur in un range variabile dato il polverone sollevato dalle elezioni presidenziali USA e l'aumento dei contagi da COVID-19.
- Negli Stati Uniti, Joe Biden è stato eletto 46° Presidente, carica che assumerà a gennaio. Nel frattempo, il coronavirus continua a diffondersi e le probabilità di un massiccio pacchetto di stimoli fiscali sono diminuite, anche se pare probabile un certo sostegno durante la sessione "anatra zoppa”.
- In Europa, i negoziati sulla Brexit e le nuove misure di contenimento del coronavirus potrebbero mettere a dura prova la ripresa dell'attività e della domanda internazionale.
- In Europa la politica monetaria continuerà a fornire supporto in quanto la BCE si è detta disposta ad attuare un allentamento a dicembre, al di là del PEPP. Ulteriori misure di politica fiscale sono state annunciate a seguito dell'inasprimento delle restrizioni alla mobilità. Il Recovery Fund dell'UE dovrebbe fornire uno stimolo ridotto il prossimo anno rispetto allo shock negativo della crescita.
- Le nostre convinzioni principali restano le seguenti:
- Terminate le elezioni USA, i forti catalizzatori del mercato sono prossimi: il vaccino e la Brexit.
- L'approvazione di un vaccino dovrebbe innescare un rally, per cui adatteremmo in parte il posizionamento dei nostri portafogli.
- Al contempo, il nostro portafoglio principale rimane orientato verso i temi e i Paesi più resilienti dopo la crisi sanitaria, mantenendo protezioni sul mercato azionario statunitense.
- Opinioni sul mercato
- Nel breve termine, l'esito delle elezioni USA dovrebbe portare a una diminuzione della spesa pubblica e delle tasse.
- A meno di un ulteriore aumento dei contagi da COVID-19 e di lockdown più restrittivi e duraturi, la volatilità dovrebbe avere raggiunto il picco, ma l'esito delle elezioni presidenziali USA non è ancora stato accettato e attuato.
- Storicamente, la ripresa economica (e l'aumento dei tassi) hanno favorito la performance dello stile value, ma questa volta i tassi sono rimasti bassi, pertanto tale stile non ha offerto grandi risultati. Dato il rallentamento del momentum economico e la nuova politica monetaria della Fed, non vi è alcun argomento chiaro a favore di uno stile piuttosto che dell'altro.
- Nel lungo termine, le politiche fiscali e monetarie estremamente accomodanti e la prospettiva di un vaccino dovrebbero portare a una ripresa dell'economia.
- Rischi
- La pandemia di coronavirus continuerà a rappresentare il principale ostacolo per la ripresa economica. Solo un vaccino potrebbe invertire la tendenza. La notizia è imminente: è probabile che la Food and Drug Administration statunitense conceda un'autorizzazione all'uso di emergenza (EUA) entro la fine dell'anno, con un'approvazione definitiva entro la fine del primo trimestre del 2021.
- Esito delle elezioni USA. Joe Biden ha vinto, ma probabilmente dovrà affrontare un Congresso diviso. Sembrano fuori discussione ingenti stimoli fiscali e notevoli aumenti delle tasse nello scenario di stallo previsto per i prossimi 2 anni.
- Le relazioni USA-Cina rimarranno probabilmente tese, anche se l'elezione di Joe Biden potrebbe decretare il ritorno al multilateralismo.
- Negoziati commerciali tra Regno Unito e UE. La scadenza della Brexit si sta avvicinando e il Regno Unito non ha ancora concluso un accordo definitivo con l'Unione Europea.
RECENTI VARIAZIONI NELLA STRATEGIA DI ASSET ALLOCATION
Per il momento abbiamo nel complesso un leggero sottopeso sulle azioni, ma il nostro orientamento regionale inizia a riflettere l'esito delle elezioni USA: abbiamo venduto alcune azioni dell'UEM per investire nel mercato azionario statunitense, in modo da rendere più neutrale il posizionamento UE vs. USA. Manteniamo le protezioni sulle azioni USA nonché posizioni su JPY e oro a fini di copertura del portafoglio. Siamo neutrali sulle azioni del Regno Unito. I mercati emergenti hanno sovraperformato di recente, quindi per ora manteniamo il nostro crescente sovrappeso. Rimaniamo sottopesati sulle azioni giapponesi. Manteniamo invariata la nostra allocazione obbligazionaria cercando punti d'ingresso per sfruttare il carry.
STRATEGIA CROSS ASSET
- Visto l'esito delle elezioni USA, rimaniamo leggermente sottopesati, ma abbiamo aumentato l'esposizione sulle azioni statunitensi e abbiamo diminuito quella sulle azioni europee, rendendo così neutrale l'orientamento regionale.
- Siamo opportunisticamente neutrali sulle azioni del Regno Unito. Il Regno Unito non ha partecipato al rimbalzo del mercato globale e la debolezza della sterlina dovrebbe fungere da supporto. La Brexit pone certamente delle difficoltà, non solo per il Regno Unito, ma anche per l'intera regione europea.
- Abbiamo mantenuto il nostro crescente sovrappeso sulle azioni dei mercati emergenti rispetto al sottopeso su quelle giapponesi e prediligiamo il mercato azionario cinese. Da vari mesi la Cina risulta in prima posizione rispetto al resto del mondo nella ripresa economica, che nel Paese evidenzia una forma a V.
- Manteniamo le nostre principali convinzioni in vari investimenti tematici. I settori della tecnologia, dell'oncologia e delle biotecnologie si dimostrano relativamente resilienti nell'attuale contesto e rivelano un elevato potenziale di crescita dettato dall'innovazione e dal potere di definizione dei prezzi. Riteniamo che i temi riguardanti il clima e l'ambiente offrano esposizione a soluzioni chiave per un futuro più pulito e che acquisiranno sempre più importanza poiché i piano infrastrutturali stanno diventando "verdi".
- Abbiamo una posizione di sottopeso sulle azioni, mantenendo una duration breve, ma siamo estremamente diversificati poiché l'attuale contesto crea anche opportunità nei mercati obbligazionari.
- Abbiamo un sottopeso sui titoli di Stato che non presentano alcun potenziale di rendimento se non in fasi di avversione al rischio. Preferiamo le obbligazioni periferiche rispetto ai paesi core europei.
- In un portafoglio multi-asset, la diversificazione nel credito appare interessante. Siamo sovrappesati sull'investment grade in quanto gli acquisti delle banche centrali rappresentano un sostegno.
- Pur mantenendo un sovrappeso sul debito dei mercati emergenti, abbiamo effettuato alcune prese di profitto nell'esposizione in valuta forte. I mercati obbligazionari si sono ampiamente ripresi dai livelli di crisi registrati all'inizio di quest'anno.
- Abbiamo un'esposizione sulla NOK, che risultava interessante durante la crisi, nonché sull'oro e sul JPY, che fungono da mitigatori del rischio.
- La nostra profonda convinzione nella riduzione strutturale del premio di rischio dell'Eurozona ci induce a optare per una posizione short sul dollaro USA rispetto all'euro.
