LA SCORSA SETTIMANA IN SINTESI
- Global Composite PMI migliori del previsto. In particolare, il settore manifatturiero, a 50,3 punti, evidenzia una nuova espansione per la prima volta da aprile.
- Il mercato del lavoro statunitense permane solido, il che è una buona notizia in vista del periodo festivo. Richieste iniziali di sussidi di disoccupazione settimanali in calo a 203.000: miglior livello registrato negli ultimi 50 anni!
- Riunione dei membri dell’OPEC a Vienna per concordare tagli più incisivi alla produzione di petrolio, al fine di sostenerne i prezzi. Parallelamente, la società saudita Aramco è divenuta la maggiore IPO a livello globale.
- Il Giappone ha annunciato un pacchetto fiscale. Il dato totale è probabilmente più significativo rispetto alle previsioni, tuttavia le nuove misure fiscali non lo sono, portando a circa l’1% del PIL netto il nuovo stimolo a 2-3 anni.
- In Germania, Norbert Walter-Borjans e Saskia Esken sono stati eletti alla guida del partner di coalizione junior SPD per il resto della legislatura fino al 2021 o per porre fine alla “grande” coalizione dopo 2 anni.
DATI ED EVENTI DI QUESTA SETTIMANA
- Settimana fondamentale per i mercati con notevoli decisioni di politica monetaria e proiezioni economiche da parte della Fed e della BCE.
- I cittadini del Regno Unito si recheranno alle urne in vista delle elezioni generali. I Tories del Primo Ministro Boris Johnson dovrebbero ottenere la maggioranza, aprendo la strada a una Brexit ordinata entro il 31 gennaio 2020.
- Si saprà se l’importazione dei beni di consumo cinesi negli Stati Uniti diverrà più onerosa o se verrà trovato un accordo di Fase uno.
- La conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico si concluderà e i leader europei si riuniranno per l’ultimo vertice del 2019 per discutere della tabella di marcia della nuova Commissione per i prossimi anni.
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CONVINZIONI DI INVESTIMENTO
- Scenario core
- Il nostro scenario a medio termine permane leggermente costruttivo dal momento che prevediamo un indebolimento dell’economia. Con i mercati in ulteriore espansione abbiamo tratto nuovamente profitto dalla nostra allocazione azionaria. Manteniamo un sovrappeso sulle azioni rispetto alle obbligazioni.
- Le principali incertezze per i mercati finanziari restano la guerra commerciale e il rallentamento dell’attività manifatturiera. La sospensione dei dazi esistenti sarebbe chiaramente una buona notizia per le prospettive commerciali globali.
- Le banche centrali hanno messo in campo massicce politiche accomodanti. Negli Stati Uniti la Fed ha avviato l’acquisto di buoni del Treasury per iniettare liquidità nel sistema. La posizione accomodante costituisce un vantaggio per un mix globale di crescita/inflazione.
- Nelle economie emergenti le autorità cinesi mitigano l’impatto della guerra commerciale e il rallentamento della crescita globale attraverso strumenti valutari, monetari e fiscali, al fine di evitare misure significative come nel 2015.
- Prospettive di mercato
- Diminuzione dei rischi politici: aumento della probabilità di accordi commerciali tra Stati Uniti e Cina, rischio minimo di hard Brexit, maggiore dialogo su un’unione bancaria UE.
- Sussiste la possibilità di un’estensione del rally di fine anno sulla base di una sorta di rally di capitolazione “rialzista”, in scia a un miglioramento degli auspici.
- D’altra parte, i fondamentali non miglioreranno improvvisamente e i rischi di esecuzione politica non sono scomparsi in quanto né un accordo sulla Brexit né un accordo commerciale di Fase 1 sono stati sottoscritti.
- La valutazione azionaria relativa rispetto alle obbligazioni permane interessante.
- Rischi
- Il conflitto commerciale USA-Cina. Cina e Stati Uniti lavorano alla stesura di un accordo, ma la Cina dubita che sia possibile un accordo commerciale a lungo termine con il presidente Trump.
- Questioni politiche interne negli Stati Uniti (ad es. il processo formale di impeachment e il processo elettorale), probabilmente domineranno. Potrebbero innescare shock di crescita e punti di ingresso interessanti.
- I temi geopolitici (ad esempio l’Iran, Hong Kong e il Cile) fanno ancora parte delle questioni irrisolte. Gli esiti potrebbero ancora far pendere l’ago della bilancia da un atterraggio morbido a un atterraggio duro.
RECENTI VARIAZIONI NELLA STRATEGIA DI ASSET ALLOCATION
Il nostro posizionamento è leggermente sovrappesato. Prediligiamo le azioni europee (area euro rispetto al Regno Unito) e statunitensi. Abbiamo una posizione neutrale sulle azioni dei mercati emergenti e del Giappone. Restiamo prudenti sull’esposizione ai tassi governativi nei paesi sviluppati. Diversifichiamo sui titoli di Stato a basso rendimento attraverso l’esposizione al credito e al debito dei mercati emergenti. In termini valutari, manteniamo una posizione lunga sullo yen e un’esposizione nell’oro come copertura.
STRATEGIA CROSS ASSET
- Abbiamo una leggera sovraesposizione sui titoli azionari.
- Continuiamo a mantenere la sovraesposizione sui titoli azionari statunitensi. Malgrado il rallentamento dell’economia le azioni hanno registrato buoni risultati, dai nostri punti di ingresso in estate. La regione permane una scelta relativamente sicura. La valutazione è più elevata rispetto ad altre regioni, ma per ora il premio per il rischio sembra adeguato.
- Abbiamo una posizione neutrale sulle azioni dei mercati emergenti. La regione ha sottoperformato fino ad oggi e potrebbe offrire qualche rialzo. Una Fed statunitense accomodante costituisce un vantaggio poiché l’USD registra un lieve indebolimento.
- Abbiamo realizzato profitti sui titoli azionari dell'area euro. Abbiamo tratto profitto e il nostro posizionamento è attualmente neutrale. Gli ultimi dati macroeconomici evidenziano segnali di resilienza e un indebolimento dell’economia. Un margine di manovra nel contesto di una politica fiscale accomodante rimane aperto con maggiore visibilità della BCE.
- Siamo lievemente sottoponderati sulle azioni europee (UEM esclusa) e neutrali sul Regno Unito. Ci avviciniamo a una risoluzione della Brexit ma i rumor politici in vista delle elezioni di dicembre mettono in ombra gli scenari più plausibili. La valutazione è interessante e il posizionamento è basso. Finora numerosi investitori non europei hanno evitato l’Europa, ma dovrebbero pensarci due volte in scia a un miglioramento dell’equilibrio dei rischi.
- Siamo neutrali nei titoli azionari giapponesi. Assenza di convinzione, in quanto manca un catalizzatore. È necessario vedere se i consumi delle famiglie saranno in grado di resistere al rialzo dell’aliquota IVA, dall’8 al 10%, avvenuto a inizio ottobre.
- Manteniamo il sottopeso sulle obbligazioni, una duration short e diversifichiamo rispetto alle obbligazioni governative..
- Prevediamo una crescita estremamente lenta dei rendimenti obbligazionari e dei tassi, ma restiamo bassi..
- Christine Lagarde ha assunto la presidenza della Banca centrale europea. Affronta due grandi sfide: curare la frattura tra i responsabili politici del consiglio governativo e i governi nazionali ancora riluttanti a prendere il testimone delle politiche di stimolo fiscale.
- Diversifichiamo le obbligazioni governative a basso rendimento e prediligiamo il debito emergente e le obbligazioni societarie emesse in EUR.
- Il debito dei mercati emergenti ha un carry interessante e i toni accomodanti della Fed costituiscono un vantaggio. L’incertezza sul piano commerciale, un USD robusto e i rischi idiosincratici del paese costituiscono un ostacolo.
- Abbiamo inoltre un’esposizione nell’oro come copertura del portafoglio.
