LA SCORSA SETTIMANA IN SINTESI
- Il contagio minaccioso del coronavirus, a dispetto delle attese che prevedevano la scoperta di un vaccino per farvi fronte, ha sconvolto i mercati finanziari. Il taglio dei dazi programmati da parte della Cina, su un valore annuo pari a 75 miliardi di USD di importazioni statunitensi, ha generato un certo sollievo.
- Il Senato ha prosciolto Trump, presidente degli Stati Uniti, dall’accusa di abuso di potere. È degno di nota il fatto che il Repubblicano Mitt Romney si sia schierato dalla parte dei Democratici.
- I funzionari OPEC+ hanno votato a favore di ulteriori tagli alla produzione di petrolio per sostenere un mercato sotto pressione a causa del coronavirus. La Russia ha puntato il dito contro gli Stati Uniti a causa della loro produzione crescente.
- Sul versante dei dati, l’economia americana ha generato 225.000 unità nel settore non agricolo, superando le aspettative del mercato di 145 mila unità.
DATI ED EVENTI DI QUESTA SETTIMANA
- Dopo un testa a testa tra Pete Buttigieg e Bernie Sanders in Iowa, i candidati democratici guardano al New Hampshire, dove si terranno le prossime primarie.
- Jerome Powell testimonierà dinanzi ai comitati congressuali e renderà noto il rapporto semestrale sulla politica monetaria della Fed. L’intervento farà luce sulla sua visione della crescita globale.
- In Europa sono previste le stime preliminari di crescita del PIL relative al 4T in Germania e nel Regno Unito. Inoltre, la crescita del PIL per l’area euro dovrebbe essere confermata al +0,1%.
- Stagione degli utili statunitense relativa al 4T in rallentamento con la maggior parte delle società che hanno diffuso i relativi guadagni. Oltre il 66% evidenzia sorprese positive su vendite e utili.
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CONVINZIONI DI INVESTIMENTO
- Scenario core
- Per il 2020 il nostro scenario è costruttivo poiché prevediamo un rallentamento dell’economia, ma anche rendimenti attesi globali inferiori rispetto al 2019. La diffusione del coronavirus potrebbe mettere in discussione tale scenario dipendendo dal momento di picco dell’epidemia e dal contagio al di fuori della Cina.
- Le elezioni statunitensi del 3 novembre saranno uno dei driver di mercato del 2020. I candidati sono sempre più agli estremi degli spettri politici.
- Le banche centrali hanno messo in campo massicce politiche accomodanti. Negli Stati Uniti la Fed è in una nuova fase di acquisto di asset, senza chiamarla quantitative easing. A medio termine la posizione accomodante costituisce un vantaggio per un mix globale di crescita/inflazione e i dati in arrivo dovrebbero riflettere tale tendenza.
- Nelle economie emergenti, a breve termine le autorità cinesi combattono su più fronti per mitigare l’impatto del coronavirus e, a lungo termine, per far fronte alla guerra commerciale e al rallentamento della crescita globale.
- Prospettive di mercato
- La valutazione dell’impatto del Coronavirus è una sfida. A differenza del 2003 con la SARS, la Cina è attualmente un attore di rilievo che rappresenta il 20% dell’economia globale. Le autorità cinesi danno prova di capacità di gestione della crisi in un momento in cui, ad ogni modo, alcune attività tradizionali legate al Capodanno saranno irrimediabilmente compromesse.
- Calo significativo dei rischi politici: l’accordo commerciale di Fase 1 è stato finalmente siglato. I negoziati sulla Fase 2 avranno inizio immediatamente, ma Donald Trump ha già lasciato intendere che potrebbe attendere fino a novembre. Un accordo commerciale tra Regno Unito e UE costituisce il prossimo ostacolo della saga Brexit.
- Si parla sempre più di un’unione bancaria dell’UE e di un programma ambizioso per il clima. I titoli ciclici e value potrebbero trarre beneficio da prospettive migliori.
- Siamo temporaneamente più prudenti nelle azioni rispetto alle obbligazioni e abbiamo neutralizzato il nostro posizionamento.
- Rischi
- Il conflitto commerciale tra Cina e Stati Uniti. Probabilmente le relazioni tra il presidente degli Stati Uniti Trump e la Cina saranno sempre tese.
- Questioni politiche interne negli Stati Uniti. La campagna elettorale è appena iniziata.
- I temi geopolitici (ad esempio l’Iran e Hong Kong) rientrano ancora tra le questioni attuali irrisolte. Potrebbero innescare shock di volatilità e punti di ingresso interessanti.
RECENTI VARIAZIONI NELLA STRATEGIA DI ASSET ALLOCATION
Pur adottando un posizionamento neutrale, abbiamo ridotto lievemente la nostra esposizione azionaria. L’incertezza che circonda il nuovo Coronavirus pesa sulla crescita globale e il sentiment degli investitori non la riflette più in quanto i mercati azionari restano appaiati ai livelli massimi precedenti. Abbiamo neutralizzato la nostra esposizione su tutte le regioni. Restiamo prudenti sull’esposizione ai tassi governativi in Europa, la remunerazione del rischio non è interessante in scia del calo dei rendimenti da inizio anno. Diversifichiamo nei titoli di Stato a rendimento minimo mediante un investimento in strategie alternative. La nostra view strategica sul debito emergente permane favorevole e abbiamo deciso, per ora, di mantenere un’esposizione al debito dei mercati emergenti, compreso il debito societario emesso dai ME. Restiamo investiti altresì in JPY e oro che svolgono il ruolo di beni rifugio.
STRATEGIA CROSS ASSET
- Abbiamo ridotto tatticamente a neutrale l’esposizione azionaria.
- Siamo neutrali nelle azioni dei mercati emergenti. L’incertezza che circonda il nuovo Coronavirus incide sul sentiment degli investitori. Gli ultimi dati macroeconomici (raccolti prima della diffusione del virus) puntano a un esaurimento del ciclo economico e a una nuova ripresa.
- Siamo neutrali nei titoli azionari dell’area euro. Gli ultimi dati macroeconomici evidenziano altresì segnali di fine del rallentamento economico, ma è probabile che l’impatto del Coronavirus inciderà sulla ripresa. Un margine di manovra su una politica fiscale accomodante si apre con maggiore visibilità della BCE.
- Siamo neutrali sui titoli azionari statunitensi. Durante l’estate le azioni statunitensi hanno messo a segno buoni risultati dai nostri punti di ingresso, tuttavia la valutazione è impegnativa rispetto ad altre regioni e alla media storica e parallelamente il paese non merita più il medesimo premio di sicurezza del 2019.
- Siamo neutrali sul Regno Unito. Il termine della Brexit è arrivato, ma le relazioni economiche con l’UE permarranno invariate fino a fine anno. L’attuale valutazione azionaria è interessante. Il posizionamento degli investitori migliora dai livelli minimi.
- Siamo neutrali nei titoli azionari giapponesi. Assenza di convinzione, malgrado l’annuncio del pacchetto di stimolo fiscale del primo ministro Shinzo Abe. Per lo meno, il mercato del lavoro rimane favorevole. Il Giappone è direttamente interessato dai timori legati alla crescita del PIL globale.
- Manteniamo il sottopeso sulle obbligazioni, una duration short e diversifichiamo rispetto alle obbligazioni governative.
- Prevediamo che i rendimenti obbligazionari rimarranno minimi ma che nel medio termine aumenteranno molto gradualmente..
- Le incertezze sui livelli di crescita globale potrebbero tuttavia ritardare leggermente tale scenario quest’anno.
- La BCE ha appena lanciato la sua prima revisione strategica dal 2003. Valuterà la sua formulazione di stabilità dei prezzi, lo strumento di politica monetaria, le analisi economiche e monetarie e le pratiche di comunicazione fino a fine anno.
- Diversifichiamo nei titoli di Stato a rendimento minimo. Di recente abbiamo acquistato una nuova protezione per sostenere le aspettative di inflazione. Sul versante obbligazionario, prediligiamo il debito emergente, incluse le obbligazioni societarie emesse dai mercati emergenti.
- Diversifichiamo e abbiamo un’esposizione all’oro e al JPY che svolgono entrambi il ruolo di bene rifugio.
