Coffee Break 10/09/2018

LA SCORSA SETTIMANA IN SINTESI

  • Il dato relativo al PMI manifatturiero globale di agosto conferma che il momentum negli Stati Uniti permane forte, mentre in Cina si indebolisce.
  • La guerra commerciale continua con la Cina che minaccia una rappresaglia con le proprie tariffe.
  • I dirigenti di Twitter, Facebook e Google hanno giurato dinanzi al Congresso che si difenderanno contro l'influenza straniera e le interferenze nei social media nazionali.
  • Pubblicazione del rapporto USA di agosto sull'occupazione con un incremento di 201.000 unità nel settore non agricolo. Il tasso di disoccupazione è stabile al 3,9%.

 

DATI ED EVENTI DI QUESTA SETTIMANA

  • Saranno pubblicati i dati sull'inflazione di tutto il mondo, incluso il report IPC negli Stati Uniti.
  • Diverse banche centrali si incontreranno (BCE, Turchia, Inghilterra, Argentina e Russia) e la BCE dovrebbe confermare la fine del quantitative easing per la fine dell'anno.
  • A seguito delle elezioni parlamentari di domenica in Svezia, il successo del partito di estrema destra anti Unione europea ha generato una situazione di stallo.

 

CONVINZIONI DI INVESTIMENTO

  • Scenario core
    • Con una crescita del PIL superiore al potenziale per quest'anno e per quello successivo, con un mercato del lavoro vivace e i titoli azionari statunitensi ai massimi livelli e con uno stimolo fiscale, la Fed ha poche ragioni di cambiare la sua politica di inasprimento.
    • Il flusso di notizie economiche aumenta nell'area euro e anche le prospettive sono positive con una crescita del PIL di circa il 2%.
    • I rischi di guerra commerciale restano sostanziali e incidono sull'espansione globale a causa di una fiducia minore.
    • Graduale aumento dell'inflazione negli Stati Uniti e nell'Eurozona, ma nessun timore inflazionistico.
  • Prospettive di mercato
    • I guadagni solidi e i riacquisti del 2018 supportano le azioni.
    • La riforma fiscale, i riacquisti e le valutazioni ancora interessanti rispetto alle obbligazioni hanno spinto le azioni statunitensi ai massimi storici. È questa una buona opportunità per realizzare prese di profitto e ridurre il nostro sovrappeso sugli Stati Uniti.
    • Usiamo i proventi per incrementare la nostra esposizione verso i titoli azionari delle aree emergenti e dell'Eurozona.
    • I driver della forza dell'USD appaiono ora ben integrati.
  • Rischi
    • Guerra commerciale: tariffe più elevate e protezionismo potrebbero frenare le economie globali, deteriorare le relazioni internazionali e in ultimo i margini aziendali.
    • Rallentamento nei mercati emergenti: l'inasprimento della politica monetaria statunitense e un rafforzamento dell'USD potrebbero incidere su alcuni paesi emergenti. Anche il rallentamento della Cina resta in ballo e costituisce un rischio che potrebbe riemergere nei prossimi mesi in caso di mancato funzionamento delle misure di allentamento adottate.
    • Rischi politici nell'UE: lo scetticismo sull'euro potrebbe continuare a crescere in quanto le opinioni divergono su un numero crescente di temi: "Brexit", bilancio italiano, risultati dei negoziati commerciali USA e UE, populismo crescente e retorica anti europea in Svezia e in Italia.

     

    RECENTI VARIAZIONI NELLA STRATEGIA DI ASSET ALLOCATION

    Siamo sovraponderati sulle azioni rispetto alle obbligazioni, attraverso una rottura regionale tra le azioni USA, ME e dell'area euro, poiché prevediamo che il conflitto commerciale rimarrà contenuto. Manteniamo una duration short e prevediamo che la coppia EUR/USD troverà supporto in prossimità dei livelli attuali. Vediamo una stabilizzazione e una possibile inversione a breve termine del dollaro USA.

     

    PROSPETTIVE CROSS ASSET E POSIZIONAMENTO DI PORTAFOGLIO

    • Manteniamo la nostra esposizione azionaria al sovrappeso poiché ci aspettiamo il prevalere di un contesto economico sottostante favorevole, malgrado la retorica aggressiva dei conflitti commerciali.
      • La crescita degli Stati Uniti segna un nuovo acceleramento e la dinamica della crescita globale, al di fuori degli Stati Uniti, dovrebbe continuare, ma a un ritmo meno sostenuto.
      • Siamo sovraesposti sui titoli azionari statunitensi, ma abbiamo realizzato prese di profitto. Il miglioramento della crescita degli utili e l'impatto positivo della riforma fiscale e della deregolamentazione di Donald Trump supportano l'asset class. Inoltre, le valutazioni non sono troppo onerose. La politica "America first" che negativamente su altri paesi è ora scontata.
      • Siamo sovraponderati tatticamente sui titoli azionari dell'area euro La regione evidenzia una forte espansione economica e il momentum economico sembrerebbe in ripresa, mentre la BCE resta accomodante e non ha fretta di aumentare i tassi. Attualmente il lungo elenco di incertezze appare ragionevolmente scontato (budget italiano, minaccia di conflitto commerciale sulle automobili con gli Stati Uniti, "Brexit", crisi turca). Preferiamo le small e le mid cap rispetto alle large cap, dal momento che in certa misura sono protette essendo più sensibili alla domanda interna e meno sensibili alla componente valutaria.
      • Sottopesiamo le azioni europee ad eccezione dell'UEM. La regione ha aspettative di crescita degli utili inferiori e pertanto rendimenti attesi più bassi rispetto al continente e ciò giustifica la nostra view negativa. L'esito dei negoziati sulla "Brexit" non è chiaro e la questione permane un rischio.
      • Sottopesiamo le azioni giapponesi. Le azioni giapponesi evidenziano un indebolimento della dinamica degli utili. Inoltre, il voto per la leadership del Partito Liberal Democratico nipponico a settembre costituisce un rischio per il Primo Ministro Abe. Nella sua ultima riunione la Banca del Giappone ha affermato la propria disponibilità a lasciare i rendimenti al rialzo, consentendo un intervallo di fluttuazione più ampio del rendimento decennale intorno allo zero per cento.
      • Siamo sovraesposti nelle azioni dei mercati emergenti. Nell'immediato futuro la crescita globale resta robusta e gli asset dei mercati emergenti, nel complesso, hanno già generato un premio per il rischio per un inasprimento della politica monetaria statunitense, per un USD più forte e per i rischi legati alla guerra commerciale. Il contagio generato dalla crisi in Turchia, Argentina e Venezuela dovrebbe restare contenuto. Le autorità cinesi stanno attuando misure di allentamento monetario.
    • Manteniamo il sottopeso sulle obbligazioni e una duration short.
      • Prevediamo un aumento progressivo dell'inflazione, ma nessun timore inflazionistico.
      • L'inasprimento globale delle politiche monetarie è graduale. Al di fuori degli Stati Uniti, le altre banche centrali dei mercati sviluppati non hanno fretta di intervenire, tuttavia alcune banche centrali dei ME sono state costrette a farlo per attenuare lo stress valutario.
      • Tenuto conto della politica restrittiva della Fed e delle pressioni inflazionistiche in arrivo, prevediamo una prosecuzione del trend rialzista dei tassi e dei rendimenti obbligazionari. L'inflazione potrebbe essere spinta al rialzo oltre che dall'aumento dei prezzi alla produzione anche dalla crescita dei salari, dallo stimolo fiscale e dai dazi.
      • Nel medio termine il miglioramento generale dell'economia europea potrebbe portare a un aumento dei rendimenti anche nell'UEM. La BCE rimane accomodante sui suoi piani di Quantative Easing e si oppone a un euro forte. Le incertezze politiche in Italia potrebbero ritardare l'inasprimento della BCE, ma non comprometteranno la fine del QE.
      • Abbiamo una view neutrale sulle obbligazioni societarie, ma preferiamo l'UE agli Stati Uniti tanto per l'Investment Grade quanto per l'High Yield. La contrazione degli spread è già avvenuta in modo significativo e un potenziale aumento dei rendimenti obbligazionari potrebbe penalizzare le performance.
      • Il debito dei mercati emergenti è esposto all'impatto avverso della retorica della guerra commerciale e all'aumento dei tassi USA, tuttavia riteniamo che la contrazione degli spread possa continuare rispetto ai livelli attuali. Nell'universo del reddito fisso il carry è tra i più elevati e offre un'opportunità di diversificazione interessante rispetto ad altre asset class.