LA SCORSA SETTIMANA IN SINTESI
- Occupazione statunitense in rialzo di 145 mila unità, parallelamente guadagni orari medi in discesa al 2,9% a/a. Dati sul lavoro coerenti con una moderazione graduale in scia a un ciclo di espansione economica che continua.
- Global composite PMI in lieve rialzo, grazie all’espansione del settore dei servizi. Parallelamente, per il secondo mese consecutivo, i dati PMI del manifatturiero sono riusciti a rimanere al di sopra della soglia dei 50 pt.
- Tensioni tra Iran e Stati Uniti in calo, con un impatto sui prezzi del petrolio, in vertiginoso rialzo prima di far segnare i livelli precedenti.
- I parlamentari britannici hanno votato a favore della bozza di legge sull’accordo di divorzio dall’UE, che ora passa alla camera dei Lord, il che significa che con tutta probabilità la Brexit avverrà il 31 gennaio.
DATI ED EVENTI DI QUESTA SETTIMANA
- Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il vice premier cinese Liu sottoscriveranno la fase 1 di un accordo commerciale. I mercati finanziari hanno già scontato alcune delle notizie positive da ottobre.
- L’incertezza commerciale evolve verso l’incertezza elettorale delle presidenziali statunitensi. Nello specifico, l’ultimo dibattito democratico primario, in vista del voto primario, prenderà il via a inizio febbraio.
- La Cina dovrebbe rendere noto il tasso di crescita del PIL relativo al quarto trimestre, facendo luce sulla sua capacità di mitigare l’impatto della guerra commerciale. Il mercato prevede un 6% a/a.
- La stagione degli utili del 4T 2019 sta per avere inizio con i report bancari principali di Wall Street.
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CONVINZIONI DI INVESTIMENTO
- Scenario core
- Il nostro scenario per il 2020 è leggermente costruttivo in quanto prevediamo un rallentamento dell’economia, ma anche rendimenti attesi globali inferiori rispetto al 2019.
- Uno dei driver di mercato del 2020 saranno le elezioni statunitensi del 3 novembre. Prevediamo che l’incertezza commerciale globale si tramuterà in incertezza di natura elettorale incentrata sugli Stati Uniti.
- Le banche centrali hanno messo in campo massicce politiche accomodanti. Negli Stati Uniti la Fed acquista buoni del Treasury per iniettare liquidità nel sistema, ma non definisce la misura Quantitative Easing. A medio termine la posizione accomodante costituisce un vantaggio per un mix globale di crescita/inflazione e i dati in arrivo dovrebbero riflettere tale tendenza.
- Nelle economie emergenti le autorità cinesi mitigano l’impatto della guerra commerciale e il rallentamento della crescita globale attraverso “appropriati” strumenti valutari, monetari e fiscali. Per l’ottava volta in 2 anni, a inizio del mese la banca centrale cinese ha ridotto la soglia dei depositi bancari (Required Reserve Ratio) delle banche.
- Prospettive di mercato
- Calo significativo dei rischi politici: accordo commerciale di Fase 1 in procinto di essere firmato. I negoziati sulla Fase 2 avranno inizio immediatamente, ma Donald Trump ha già lasciato intendere che potrebbe attendere fino a novembre. Un accordo commerciale con l’UE costituisce il prossimo ostacolo della saga Brexit.
- Si parla sempre più di un’unione bancaria dell’UE e di un programma ambizioso per il clima. I titoli ciclici e value potrebbero trarre beneficio da prospettive migliori.
- La valutazione azionaria relativa rispetto alle obbligazioni permane interessante.
- Rischi
- Il conflitto commerciale tra Cina e Stati Uniti. Probabilmente le relazioni tra il presidente degli Stati Uniti Trump e la Cina saranno sempre tese.
- Le questioni politiche interne negli Stati Uniti (ad es. il processo formale di impeachment e il processo elettorale) domineranno, probabilmente.
- I temi geopolitici (ad esempio l’Iran e Hong Kong) rientrano ancora tra le questioni attuali irrisolte. Potrebbero innescare shock di volatilità e punti di ingresso interessanti.
RECENTI VARIAZIONI NELLA STRATEGIA DI ASSET ALLOCATION
Mercati finanziari in rialzo; la decada degli anni ‘20 inizia con una nota positiva. Abbiamo lasciato aumentare la ponderazione nelle azioni e attualmente siamo in un range sovrappesato tra neutro e lieve. Siamo lievemente sovrappesati nell’area euro e abbiamo un posizionamento neutrale su tutte le altre regioni principali. Siamo prudenti sull’esposizione ai tassi governativi nei paesi sviluppati. Diversifichiamo sui titoli di Stato a basso rendimento attraverso l’esposizione al credito e al debito dei mercati emergenti. In termini valutari, osserviamo un sostegno minore all’apprezzamento dell’USD, dal momento che il differenziale di crescita rispetto alle altre regioni dovrebbe diminuire. Manteniamo un’esposizione nel JPY e nell’oro che svolgono il ruolo di beni rifugio.
STRATEGIA CROSS ASSET
- Siamo neutrali sulle azioni
- Siamo neutrali sulle azioni USA. Durante l’estate le azioni hanno messo a segno buoni risultati dai nostri punti di ingresso, tuttavia la valutazione è impegnativa rispetto ad altre regioni e alla media storica.
- Siamo neutrali nei mercati azionari emergenti. La regione ha sottoperformato nel 2019, colpita dalla guerra commerciale. La nostra visione strategica a lungo termine è positiva. La regione potrebbe offrire margini di rialzo. Una Fed statunitense accomodante costituisce un vantaggio, poiché l’USD fa registrare un lieve indebolimento. Siamo alla ricerca di un punto di accesso sulla base del miglioramento dei fondamentali.
- Siamo sovraponderati sui titoli azionari dell'area euro. Gli ultimi dati macroeconomici evidenziano segnali di indebolimento dell’economia. Un margine di manovra su una politica fiscale accomodante rimane aperto con maggiore visibilità della BCE.
- Siamo neutrali sul Regno Unito. Con l’elezione di Boris Johnson come Primo Ministro, entro poche settimane è prevista una risoluzione della Brexit con risvolti meno temuti del previsto. Il posizionamento degli investitori è basso. La valutazione e il vantaggio competitivo di una valuta debole rendono il paese interessante.
- Siamo neutrali nei titoli azionari giapponesi. Assenza di convinzione, nonostante l’annuncio del pacchetto di stimolo fiscale del primo ministro Shinzo Abe.
- Manteniamo il sottopeso sulle obbligazioni, una duration short e diversifichiamo rispetto alle obbligazioni governative.
- Prevediamo una crescita estremamente lenta dei rendimenti obbligazionari e dei tassi, ma restiamo bassi..
- Christine Lagarde ha assunto la presidenza della Banca centrale europea. Affronta due grandi sfide: curare la frattura tra i responsabili politici del consiglio governativo e i governi nazionali ancora riluttanti a prendere il testimone delle politiche di stimolo fiscale.
- Diversifichiamo le obbligazioni governative a basso rendimento e prediligiamo il debito emergente e le obbligazioni societarie emesse in EUR.
- Il debito dei mercati emergenti ha un carry interessante e i toni accomodanti della Fed costituiscono un vantaggio. L’incertezza sul piano commerciale, un USD robusto e i rischi idiosincratici del paese costituiscono un ostacolo.
- Abbiamo altresì un’esposizione nell’oro, che svolge il ruolo di bene rifugio.
