Coffee Break 13/07/2020

LA SCORSA SETTIMANA IN SINTESI

  • La pandemia di coronavirus non si arresta, soprattutto negli Stati Uniti e in Brasile, dove si registra ancora un aumento dei contagi e delle vittime, seguiti da India e Russia.
  • "Insieme per la ripresa dell'Europa" è il motto della Cancelliera Merkel nel momento in cui la Germania assume la presidenza dell'UE. Il parlamento dell'UE ha discusso della strategia e degli obiettivi per i prossimi sei mesi.
  • Nell'Eurozona le vendite al dettaglio hanno superato le previsioni attestandosi al 17,8% su base mensile, in ripresa rispetto al -12,1%. Negli Stati Uniti, il Markit Composite si è attestato a 47,9, in rialzo rispetto alla stima iniziale del 46,8.
  • Le trattative sulla Brexit proseguono ma persistono punti critici nei negoziati commerciali, dalle condizioni di concorrenza eque alle quote per la pesca. Il Regno Unito ha inoltre deciso di non aderire al programma di vaccinazione contro il coronavirus dell'UE.

 

DATI ED EVENTI DI QUESTA SETTIMANA

  • La BCE si incontrerà e farà luce sulla futura direzione della politica monetaria. I dati indicano un rimbalzo relativamente marcato, ma la regione sembra affrontare la peggiore contrazione di sempre (quasi il 9%).
  • Anche il Consiglio europeo si riunirà di persona con una fitta agenda per il mese di luglio. Finora l'UE ha dato prova di coordinamento e solidarietà.
  • Saranno pubblicate le prime stime sul tasso di crescita del PIL cinese del secondo trimestre: i mercati prevedono dati positivi in quanto la Cina è riuscita a superare l'epidemia di Covid-19 e l'attività sta riprendendo rapidamente.
  • Verranno resi noti i dati legati all'inflazione e le vendite al dettaglio negli Stati Uniti. I consumi saranno un elemento trainante della ripresa, ma dipenderanno dalle misure di distanziamento sociale.

 

CONVINZIONI DI INVESTIMENTO

  • Scenario di base
    • Il nostro scenario centrale prevede una graduale ripresa dei mercati finanziari, soprattutto grazie all'abbondante liquidità e al sostegno governativo. Nei prossimi mesi i mercati dovrebbero comunque continuare ad operare in un ampio spettro. Nel breve termine, segnali positivi vengono dalla ripresa degli indicatori e dall'aumento delle sorprese economiche, ma la volatilità non verrà meno poiché la visibilità sulla pandemia e le sue conseguenze rimangono limitate, in particolare negli Stati Uniti.
    • Due messaggi si distinguono per le recenti performance di mercato: per prima cosa, è bene continuare a optare per i "vincitori" a medio termine di questa crisi (ad es. tecnologia, sanità, temi sostenibili) e, in secondo luogo, aprire posizioni in asset con livelli di valutazione storicamente interessanti che forniscono anche opportunità di investimento (ad es. debito dei mercati emergenti, settori value, valute convenienti e azioni dell’eurozona rispetto agli Stati Uniti).
    • Diversi indicatori epidemici rivelano che in Europa il tasso di contagio sta diminuendo nonostante l'allentamento delle misure di lockdown. Negli Stati Uniti e in Sud America, invece, aumentano i contagi, decretando una pausa tra gli indicatori di mobilità ad alta frequenza.
  • Opinioni sul mercato
    • La maggior parte dei Paesi ha raggiunto il picco nei contagi da Covid-19, a eccezione delle Americhe. Ora l'epicentro è nell'intero continente americano.
    • Le risposte della politica fiscale e monetaria andranno oltre la fine dell'epidemia. La politica monetaria mira a garantire un'ampia liquidità e, per alcune regioni, comporta ulteriori programmi di acquisti di asset.
    • La risposta politica europea è stata in qualche modo rassicurante: nelle ultime settimane i responsabili politici hanno affrontato con successo diversi difetti che potrebbero portare a un calo del premio di rischio delle azioni della zona euro. Le ultime settimane potrebbero essere viste come l'equivalente fiscale del "Whatever it takes" monetario. Il Consiglio dell'UE di luglio potrebbe essere cruciale.
  • Rischi
    • Il coronavirus rappresenterà un rischio finché non verrà contenuto o non si troverà un vaccino che superi i test, venga prodotto in serie e commercializzato. È probabile che vi siano focolai a livello locale, è possibile l'avvento di una seconda ondata, ma improbabile un lockdown globale.
    • Rischio elettorale negli Stati Uniti. La gestione della crisi del coronavirus, le difficoltà economiche, i disordini sociali e il probabile venir meno degli stimoli fiscali alla fine di luglio stanno innescando incertezza in un momento in cui la valutazione non è più interessante rispetto ai livelli storici. Una schiacciante vittoria democratica potrebbe rappresentare un rischio per il mercato azionario (riforma e regolamentazione fiscale).
    • Il conflitto tra Stati Uniti e Cina, sempre incombente, sta offuscando la crescita globale. Nessuno dei due Paesi può permettersi la ripresa della guerra commerciale.
    • Negoziati commerciali tra Regno Unito e UE. Il negoziatore dell'UE, Michel Barnier, si aspetta il "momento della verità" per qualsiasi potenziale accordo commerciale a ottobre. Un accordo di libero scambio "limitato" è un'ipotesi realistica.

 

RECENTI VARIAZIONI NELLA STRATEGIA DI ASSET ALLOCATION

Rimaniamo complessivamente sottopesati sulle azioni mantenendo una certa protezione tramite opzioni nonché posizioni su oro e yen a fini di copertura del portafoglio. Detto questo, siamo fermamente convinti che nell'Eurozona avverrà una riduzione strutturale del premio di rischio, pertanto abbiamo un sovrappeso sulle azioni dell'UEM rispetto a quelle statunitensi. Abbiamo inoltre aggiunto alcune azioni britanniche, diventando così neutrali. La regione è in ritardo rispetto al rimbalzo e dovrebbe beneficiare di migliori dati economici, del sostegno fiscale da parte del governo e di un migliore controllo dell'epidemia. Abbiamo aggiunto azioni di classe A cinesi con conseguente sovrappeso sui mercati emergenti mentre abbiamo optato per un sottopeso sul Giappone. Infine abbiamo tratto profitto sul debito emergente in valuta locale preferendo quello in valuta forte (ESG). L'esposizione complessiva rimane invariata.

 

STRATEGIA CROSS ASSET

  • La nostra esposizione azionaria è leggermente sottopesata, mentre aumenta l'esposizione relativa all'Eurozona.
    • Abbiamo un deciso sovrappeso sulle azioni dell'Eurozona e un altrettanto deciso sottopeso su quelle statunitensi. La risposta coordinata degli Stati membri al virus ha rafforzato i legami, mentre la valutazione offre ancora uno sconto relativo rispetto agli Stati Uniti e il posizionamento rimane basso. Gli Stati Uniti, che solitamente resistono bene alle recessioni, appaiono ora più frammentati dell'Europa. Oltre all'incertezza elettorale, le valutazioni non sono più interessanti rispetto ai livelli storici. Inoltre, i riacquisti, che negli ultimi cinque anni hanno rappresentato un importante fattore trainante, dovrebbero diminuire sostanzialmente.
    • Siamo diventati neutrali sulle azioni britanniche. Le azioni del Regno Unito potrebbero registrare un recupero a breve termine dopo un deludente mese di giugno. La decisa sottoperformance nel rimbalzo mostra uno scollamento tra l'indice e lo stato dell'economia.
    • Abbiamo aggiunto azioni di classe A cinesi con conseguente sovrappeso sui mercati emergenti mentre abbiamo optato per un sottopeso sul Giappone. La Cina si sta rapidamente riprendendo dalla crisi generata dal coronavirus, mentre il Giappone registrerà probabilmente un calo degli utili.
    • Manteniamo le nostre principali convinzioni in vari investimenti tematici. I settori della tecnologia, dell'oncologia e delle biotecnologie si dimostrano relativamente resilienti nell'attuale contesto e rivelano un elevato potenziale di crescita dettato dall'innovazione e dal potere di definizione dei prezzi. I temi riguardanti il cambiamento climatico e l'economia circolare offrono esposizione a soluzioni chiave per un futuro più pulito. Riteniamo che la sostenibilità continuerà ad acquisire importanza per gli aspetti sociali e ambientali. Una solida governance sembra fornire risultati migliori durante la pandemia, sia a livello aziendale che statale.
  • Abbiamo una posizione di sottopeso sulle azioni, mantenendo una duration breve, ma siamo estremamente diversificati poiché l'attuale contesto crea anche opportunità nei mercati obbligazionari.
    • Abbiamo un sottopeso sui titoli di Stato che non presentano alcun potenziale di rendimento se non in fasi di avversione al rischio e durante la conseguente fuga verso la qualità. Preferiamo le obbligazioni periferiche rispetto ai paesi core europei.
    • In un portafoglio multi-asset, la diversificazione nel credito appare interessante. Siamo sovrappesati sull’investment grade USA ed europeo in quanto gli acquisti delle banche centrali rappresentano un sostegno.
    • Siamo inoltre sovrappesati sul debito emergente, tra cui obbligazioni societarie, e abbiamo effettuato delle prese di profitto sull'esposizione sul debito in valuta locale preferendo quello in valuta forte (ESG).
    • Abbiamo un'esposizione sulla NOK, che risultava interessante durante la crisi, nonché sull'oro e sul JPY, che fungono da mitigatori del rischio.



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