Coffee Break 16/12/2019

LA SCORSA SETTIMANA IN SINTESI

  • Cina e Stati Uniti hanno compiuto ulteriori progressi nei negoziati, siglando in linea di massima un accordo commerciale di fase uno.
  • Con la vittoria del partito conservatore di Boris Johnson alle elezioni generali, con una maggioranza confortevole, il Regno Unito è ora in procinto di lasciare l’Unione europea il 31 gennaio 2020.
  • Con una decisione unanime e moderatamente accomodante la Federal Reserve ha inviato un segnale forte: prospettive sui tassi di riferimento limitate più a lungo, il che significa che un rialzo dei tassi è del tutto improbabile.
  • L’Unione europea (tranne la Polonia) ha concordato una tabella di marcia ambiziosa per divenire una regione neutrale dal punto di vista climatico entro il 2050.

 

DATI ED EVENTI DI QUESTA SETTIMANA

  • Nell’ultima settimana a pieno regime per i mercati prima del Natale, vale la pena osservare una serie di punti salienti, a partire dai PMI flash di dicembre.
  • In Germania, l’indagine di riferimento Ifo farà luce sul processo di indebolimento della maggiore economia europea.
  • La Banca del Giappone fornirà una valutazione sul pacchetto di incentivi del governo, mentre la Banca d’Inghilterra dovrebbe spiegare la propria posizione a seguito della vittoria schiacciante dei conservatori.
  • Negli Stati Uniti si assisterà a un altro dibattito primario del Partito Democratico. Il dibattito si svolgerà a meno di due mesi dall’inizio del voto in alcuni stati.

 

CONVINZIONI DI INVESTIMENTO

  • Scenario core
    • Il nostro scenario per il 2020 è leggermente costruttivo in quanto prevediamo un rallentamento dell’economia, ma anche rendimenti attesi globali inferiori rispetto al 2019. La sospensione dei dazi esistenti sarebbe chiaramente una buona notizia per le prospettive commerciali globali.
    • Uno dei driver di mercato del prossimo anno saranno le elezioni statunitensi del 3 novembre. L’incertezza commerciale passa ad essere un’incertezza elettorale.
    • Le banche centrali hanno messo in campo massicce politiche accomodanti. Negli Stati Uniti, la Fed acquista buoni del Treasury per iniettare liquidità nel sistema. La posizione accomodante costituisce un vantaggio a medio termine per un mix globale di crescita/inflazione e i dati in arrivo dovrebbero riflettere tale tendenza.
    • Nelle economie emergenti le autorità cinesi mitigano l’impatto della guerra commerciale e il rallentamento della crescita globale attraverso strumenti valutari, monetari e fiscali, al fine di evitare misure significative come nel 2015.
  • Prospettive di mercato
    • Diminuzione significativa dei rischi politici: aumento della probabilità di accordi commerciali tra Cina e Stati Uniti, rischio remoto di hard Brexit, maggiore dialogo su un’unione bancaria UE e piano ambizioso per il clima.
    • Le azioni cicliche e di valore beneficiano dell’estensione del rally di fine anno sulla base di una sorta di rally di capitolazione “rialzista” in scia a un miglioramento degli auspici.
    • La valutazione azionaria relativa rispetto alle obbligazioni permane interessante.
  • Rischi
    • Il conflitto commerciale USA-Cina. La Cina mette in dubbio la possibilità di un accordo commerciale a lungo termine con il presidente Trump.
    • Questioni politiche interne negli Stati Uniti (ad es. il processo formale di impeachment e il processo elettorale), probabilmente domineranno. Potrebbero innescare shock di crescita e punti di ingresso interessanti.
    • I temi geopolitici (ad esempio l’Iran, Hong Kong e il Cile) fanno ancora parte delle questioni irrisolte. Gli esiti potrebbero ancora far pendere l’ago della bilancia da un atterraggio morbido a un atterraggio duro.

 

RECENTI VARIAZIONI NELLA STRATEGIA DI ASSET ALLOCATION

Dopo aver tratto profitti nel corso di questa settimana chiave per i mercati finanziari, il nostro posizionamento è divenuto neutrale sulle azioni. Numerose incertezze vengono chiarite, ad esempio la probabilità di una recessione globale, una hard Brexit, una guerra commerciale in piena regola, la politica monetaria futura della Fed e della BCE. Siamo in sovrappeso nella zona euro e abbiamo un posizionamento neutrale di fine anno su tutte le altre regioni principali: Stati Uniti, mercati emergenti, Europa (UEM esclusa) e Giappone. Siamo prudenti sull’esposizione ai tassi governativi nei paesi sviluppati. Diversifichiamo sui titoli di Stato a basso rendimento attraverso l’esposizione al credito e al debito dei mercati emergenti. In termini valutari, manteniamo una posizione lunga sullo yen e un’esposizione nell’oro come copertura. Dato che il dollaro ha maggiori probabilità di evidenziare una lenta svalutazione, abbiamo iniziato a sottoponderare la valuta.

 

STRATEGIA CROSS ASSET

  • Siamo neutrali sui titoli azionari
    • Abbiamo adottato una posizione neutrale nelle azioni statunitensi. Durante l’estate le azioni hanno messo a segno buoni risultati dai nostri punti di ingresso, tuttavia la valutazione è impegnativa rispetto ad altre regioni e alla media storica.
    • Abbiamo una posizione neutrale sulle azioni dei mercati emergenti. La regione ha sottoperformato nel 2019 e a medio termine potrebbe offrire un rialzo. Una Fed statunitense accomodante costituisce un vantaggio, poiché l’USD registra un lieve indebolimento.
    • Siamo sovraponderati sui titoli azionari dell'area euro. Gli ultimi dati macroeconomici evidenziano segnali di indebolimento dell’economia. Un margine di manovra su una politica fiscale accomodante rimane aperto con maggiore visibilità della BCE.
    • Siamo neutrali sul Regno Unito. Con l’elezione di Boris Johnson come Primo ministro, una risoluzione della Brexit è prevista entro poche settimane. Il posizionamento degli investitori è basso. La valutazione e il vantaggio competitivo di una valuta debole rendono il paese interessante.
    • Siamo neutrali nei titoli azionari giapponesi. Assenza di convinzione, nonostante l’annuncio del pacchetto di stimolo fiscale del primo ministro Shinzo Abe.
  • Manteniamo il sottopeso sulle obbligazioni, una duration short e diversifichiamo rispetto alle obbligazioni governative..
    • Prevediamo una crescita estremamente lenta dei rendimenti obbligazionari e dei tassi, ma restiamo bassi..
    • Christine Lagarde ha assunto la presidenza della Banca centrale europea. Affronta due grandi sfide: curare la frattura tra i responsabili politici del consiglio governativo e i governi nazionali ancora riluttanti a prendere il testimone delle politiche di stimolo fiscale.
    • Diversifichiamo le obbligazioni governative a basso rendimento e prediligiamo il debito emergente e le obbligazioni societarie emesse in EUR.
    • Il debito dei mercati emergenti ha un carry interessante e i toni accomodanti della Fed costituiscono un vantaggio. L’incertezza sul piano commerciale, un USD robusto e i rischi idiosincratici del paese costituiscono un ostacolo.
    • Abbiamo inoltre un’esposizione nell’oro come copertura del portafoglio.