LA SCORSA SETTIMANA IN SINTESI
- I mercati azionari e i rendimenti dei Treasury USA sono diminuiti a causa delle terribili notizie economiche e dell'inasprimento della retorica dell'amministrazione USA nei confronti della Cina.
- Ad aprile la produzione manifatturiera statunitense è calata del 13,7% rispetto al mese precedente, il crollo più elevato dal 1919, a causa dell'impatto del lockdown sull'economia.
- I dati sui prezzi pubblicati in tutto il mondo hanno confermato la mancanza di inflazione a breve termine. Per il momento la Fed non sta considerando tassi di interesse negativi, come affermato da Powell, il suo presidente.
- I capi negoziatori di Regno Unito e Unione europea hanno convenuto sul disaccordo in merito alla Brexit dati i "pochissimi progressi compiuti". Rimane un altro round all'inizio di giugno prima della riunione chiave prevista alla fine del prossimo mese.
DATI ED EVENTI DI QUESTA SETTIMANA
- L'attenzione dei mercati rimarrà concentrata sul coronavirus e sull'implementazione di strategie di uscita.
- Le stime flash dei PMI di maggio faranno capire se ad aprile è stato effettivamente toccato il fondo, dato che i Paesi stanno gradualmente iniziando ad allentare le misure di lockdown, o se la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente.
- Le tensioni tra Cina e Stati Uniti sono in aumento. Questi ultimi bloccano la fornitura di semiconduttori a Huawei, estendendo così il divieto fino al 2021 e rischiando restrizioni cinesi o indagini sulle aziende statunitensi.
- In Cina si terrà l'Assemblea Nazionale del Popolo dove si discuterà del PIL target per il 2020 e forse verranno annunciati ulteriori stimoli fiscali volti a sostenere le famiglie.
|
CONVINZIONI DI INVESTIMENTO
- Scenario di base
- Le recenti performance del mercato hanno fornito due indicazioni: è bene continuare a optare per i "vincitori" di questa crisi (ad es. tecnologia, sanità, temi sostenibili) e iniziare a cercare asset con livelli di valutazione storicamente interessanti che forniscono opportunità di investimento (ad es. debito dei mercati emergenti, settori value europei, valute convenienti).
- Monitoriamo diversi indicatori legati all'epidemia: rischio di mercato, ripresa dell'attività, risposta della politica e valutazioni. Al momento, l'attenzione si concentra sulla definizione e sull'attuazione di strategie di uscita, soprattutto data la possibilità di una seconda ondata epidemica.
- Nel medio termine l'allentamento delle politiche da parte di quasi tutte le banche centrali e l'allentamento fiscale rappresentano un sostegno. La Fed, la BCE e la BoJ continuano ad allentare ulteriormente le politiche. È fondamentale che vengano adottate misure fiscali, soprattutto in Europa, per sostenere la ripresa dell'economia in una fase futura, a maggior ragione in caso di deflazione.
- Nel breve termine, la volatilità non verrà meno poiché la visibilità dell'epidemia rimane limitata, mentre nel medio e lungo periodo i mercati azionari offrono valore e presentano un potenziale di crescita.
- Opinioni sul mercato
- Dall'inizio della crisi del Covid-19 esaminiamo la profondità (profonda), la diffusione (globale) e la duration (più lunga del previsto) per valutare l'impatto economico del coronavirus, compito alquanto difficile poiché le misure di confinamento e di distanziamento sociale differiscono molto da Paese a Paese. Allo stesso modo, la riapertura delle economie non segue un percorso comune.
- Le risposte della politica fiscale e monetaria andranno oltre la fine dell'epidemia. La politica monetaria mira a garantire un'ampia liquidità e, per alcuni Paesi, comporta ulteriori programmi di acquisti di asset.
- Rischi
- Il coronavirus rappresenterà un rischio finché non verrà contenuto o non si troverà un vaccino che superi i test, venga prodotto in serie e commercializzato.
- La risposta politica europea deve migliorare. I leader dell'UE hanno concordato sulla necessità di un Recovery Fund "post corona", ma non hanno raggiunto un accordo. Il divario tra nord e sud si sta ampliando.
- Il conflitto tra Stati Uniti e Cina, sempre incombente, sta offuscando la crescita globale.
- Questioni politiche interne agli Stati Uniti. Joe Biden è l'unico democratico rimasto in corsa per la presidenza contro Donald Trump.
- Negoziati commerciali tra Regno Unito e UE. Il Regno Unito ha chiarito che il ritiro dall'UE non sarà rinviato oltre il 31 dicembre 2020.
RECENTI VARIAZIONI NELLA STRATEGIA DI ASSET ALLOCATION
Pur mantenendo nel complesso un leggero sottopeso sulle azioni, assumiamo una posizione neutrale su quelle statunitensi. Il rapporto rischio/rendimento per gli investitori a lungo termine è migliorato, ma la volatilità permane. In questa ripresa la pazienza è di fondamentale importanza. Nell'universo obbligazionario, ci diversifichiamo rispetto ai i titoli di Stato attraverso un'esposizione sul segmento investment grade statunitense ed europeo e sul debito dei mercati emergenti sia in valuta locale che in valuta forte. Rimaniamo inoltre diversificati attraverso strategie alternative. Le coperture sono effettuate tramite derivati, oro, JPY e, di recente, NOK.
STRATEGIA CROSS ASSET
- Data la mancanza di visibilità, la nostra esposizione azionaria è leggermente sottopesata.
- Abbiamo un leggero sottopeso sul Regno Unito. Il Paese deve affrontare la sfida del coronavirus e la rinegoziazione delle relazioni commerciali non solo con i membri dell'UE, ma anche con altri Paesi. Inoltre, vi è una mancanza di visibilità sull'epidemia nel Regno Unito nonché sul suo impatto.
- Siamo neutrali su tutte le altre regioni, senza alcuna forte convinzione. L'incertezza che circonda il coronavirus pesa sul sentiment degli investitori, ma le risposte fiscali e monetarie sono massicce, soprattutto negli Stati Uniti.
- Fin dall'inizio della crisi del coronavirus alcuni asset sono stati colpiti duramente, pertanto ora offrono livelli di valutazione storicamente interessanti e quindi rappresentano opportunità di investimento. Non è facile trovare il miglior punto d'ingresso, ma gli investitori a lungo termine farebbero bene a rafforzare opportunisticamente alcune posizioni. Ad esempio, i settori "value" stanno già scontando molte cattive notizie.
- Manteniamo le nostre principali convinzioni in vari investimenti tematici. I settori della tecnologia, dell'oncologia e delle biotecnologie si dimostrano relativamente resilienti nell'attuale contesto e rivelano un elevato potenziale di crescita dettato dall'innovazione e dal potere di definizione dei prezzi. I temi riguardanti il cambiamento climatico offrono esposizione a soluzioni chiave per un futuro più pulito. Riteniamo inoltre che la sostenibilità continuerà ad acquisire importanza per gli aspetti sociali e ambientali. Una solida governance sembra fornire risultati migliori durante la pandemia, sia a livello aziendale che statale.
- Abbiamo una posizione di sottopeso sulle azioni, mantenendo una duration breve, ma siamo estremamente diversificati poiché l'attuale contesto potrebbe creare opportunità nei mercati obbligazionari.
- Abbiamo un sottopeso sui titoli di Stato che non presentano alcun potenziale di rendimento se non in fasi di avversione al rischio.
- In un portafoglio multi-asset, la diversificazione nel credito pare più interessante: abbiamo un sovrappeso sul segmento investment grade statunitense ed europeo dato il supporto fornito dagli acquisti delle banche centrali.
- Anche sul debito emergente, tra cui obbligazioni societarie sia in valuta locale che in valuta forte, abbiamo un sovrappeso.
- Manteniamo l'esposizione sull'oro e sul JPY, che svolgono entrambi il ruolo di beni rifugio. Di recente abbiamo aggiunto la NOK poiché la Norges Bank ha posto un limite al forte deprezzamento della sua valuta.
