LA SCORSA SETTIMANA IN SINTESI
- La crescita del PIL cinese è tornata positiva nel secondo trimestre, trainata dalla ripresa della produzione e della spesa in seguito alle difficoltà create dal coronavirus, indicando un'importante inversione di tendenza.
- A Bruxelles si è svolto un incontro del Consiglio Europeo per discutere del recovery fund, volto ad affrontare la crisi generata dal Covid-19, e di un nuovo bilancio UE a lungo termine. Il dibattito proseguirà lunedì, in quanto nel weekend non ci sono state novità rilevanti.
- A giugno le vendite al dettaglio statunitensi sono aumentate del 7,5% per il secondo mese consecutivo con la riapertura dell'economia, ma gli esperti avvertono che la ripresa rimane incerta visti i nuovi picchi nei contagi.
- La BCE ha annunciato la prosecuzione del suo programma di acquisto di obbligazioni per l'emergenza pandemica e ha lasciato invariati i tassi, sollecitando al contempo pacchetti fiscali altrettanto ambiziosi e coordinati.
DATI ED EVENTI DI QUESTA SETTIMANA
- La stagione di rendicontazione entrerà nel vivo e i mercati prevedono la maggiore contrazione durante l'attuale crisi: -43% rispetto al secondo trimestre del 2019. Per ora i risultati hanno sorpreso al rialzo, con un +13%, il maggior guadagno dal 1° trimestre del 2010.
- Negli Stati Uniti entrambe le camere sono tornare al lavoro dopo la pausa del 4 luglio e hanno pochissimi giorni per negoziare il prossimo pacchetto prima della scadenza degli assegni di disoccupazione federali extra di 600 USD/settimana il 31 luglio.
- I dati salienti saranno le stime flash dei PMI per il mese di luglio. Le previsioni si aggirano perlopiù intorno alla soglia dei 50 punti tra la contrazione e l'espansione.
- Per quanto riguarda le banche centrali, la Fed non rilascerà più commenti in vista del FOMC della prossima settimana, mentre altre indicheranno le loro decisioni, tra cui quelle di Turchia, Sudafrica e Russia.
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CONVINZIONI DI INVESTIMENTO
- Scenario di base
- Il nostro scenario centrale prevede una graduale ripresa dei mercati finanziari, soprattutto grazie all'abbondante liquidità e al sostegno governativo. Nei prossimi mesi i mercati dovrebbero comunque continuare a operare in un ampio spettro.
- La risposta politica europea è stata in qualche modo rassicurante: nelle ultime settimane i responsabili politici hanno affrontato con successo diversi difetti che potrebbero portare a un calo del premio di rischio delle azioni della zona euro. Le ultime settimane potrebbero essere viste come l'equivalente fiscale del "Whatever it takes" monetario.
- Le nostre principali convinzioni sono due:
- per prima cosa, è bene continuare a optare per i "vincitori" a medio termine di questa crisi, ad es. tecnologia, sanità, temi sostenibili.
- in secondo luogo, è bene aprire posizioni in asset con livelli di valutazione storicamente interessanti, poiché forniscono opportunità d'investimento. Abbiamo identificato le banche tra i settori value, il debito dei mercati emergenti e le valute poco onerose. Abbiamo inoltre aumentato alcune posizioni regionali, come Europa e mercati emergenti rispetto a Stati Uniti e Giappone.
- Opinioni sul mercato
- Il tasso di contagio ci sembra diminuire nonostante la riapertura in molti Paesi. Negli Stati Uniti, invece, la tendenza è preoccupante: il Paese non è stato in grado di contenere i contagi come in Asia e nell'Europa continentale.
- Le risposte della politica fiscale e monetaria andranno oltre la fine dell'epidemia. La politica monetaria mira a garantire un'ampia liquidità e, per alcune regioni, comporta ulteriori programmi di acquisti di asset.
- La volatilità non verrà meno poiché la visibilità sulla pandemia e le sue conseguenze rimangono limitate, in particolare negli Stati Uniti dove la campagna elettorale sta entrando nel vivo. Di conseguenza, il conflitto tra Stati Uniti e Cina rimane incombente.
- Nel breve termine, segnali positivi vengono dalla ripresa degli indicatori, dall'aumento delle sorprese economiche e dalla stabilizzazione delle revisioni sugli utili.
- Rischi
- La pandemia di coronavirus rappresenterà un rischio finché non verrà contenuta o non si troverà un vaccino che superi i test, venga prodotto in serie e commercializzato. È probabile che vi siano focolai a livello locale, è possibile l'avvento di una seconda ondata, ma improbabile un lockdown globale.
- Rischio elettorale negli Stati Uniti. La gestione della crisi del coronavirus, le difficoltà economiche, i disordini sociali e il probabile venir meno degli stimoli fiscali alla fine di luglio stanno innescando incertezza in un momento in cui la valutazione non è più interessante rispetto ai livelli storici. Una schiacciante vittoria democratica potrebbe rappresentare un rischio per il mercato azionario a causa di una possibile riforma e aumento della regolamentazione fiscale.
- Il conflitto tra Stati Uniti e Cina, sempre incombente, sta offuscando la crescita globale. Nessuno dei due Paesi può permettersi la ripresa della guerra commerciale.
- Negoziati commerciali tra Regno Unito e UE. Il negoziatore dell'UE, Michel Barnier, si aspetta il "momento della verità" per qualsiasi potenziale accordo commerciale a ottobre. Un accordo di libero scambio "limitato" è un'ipotesi realistica.
RECENTI VARIAZIONI NELLA STRATEGIA DI ASSET ALLOCATION
Rimaniamo complessivamente sottopesati sulle azioni mantenendo una certa protezione tramite opzioni nonché posizioni su oro e yen a fini di copertura del portafoglio. Detto questo, siamo fermamente convinti che avverrà una riduzione strutturale del premio di rischio dell'Eurozona, pertanto abbiamo un sovrappeso sulle azioni dell'UEM rispetto a quelle statunitensi. Siamo inoltre neutrali sulle azioni del Regno Unito poiché la regione offre opportunità in quanto dovrebbe beneficiare di migliori dati economici, di un sostegno fiscale da parte del governo e di un migliore controllo dell'epidemia. Siamo sovrappesati sulle azioni dei mercati emergenti (attraverso azioni di classe A cinesi) e sottopesati su quelle giapponesi. Infine, manteniamo un'esposizione al debito dei mercati emergenti e alle obbligazioni investment grade.
STRATEGIA CROSS ASSET
- La nostra esposizione azionaria è leggermente sottopesata, ma con una maggiore selettività nell'allocazione azionaria regionale.
- Abbiamo un sovrappeso sulle azioni dell'Eurozona e un sottopeso su quelle statunitensi. La risposta coordinata degli Stati membri al virus ha rafforzato i legami, mentre la valutazione offre ancora uno sconto relativo rispetto agli Stati Uniti e il posizionamento inizia a prendere slancio. Gli Stati Uniti, che solitamente resistono bene alle recessioni, appaiono ora più frammentati dell'Europa. Oltre all'incertezza elettorale, le valutazioni non sono più interessanti rispetto ai livelli storici. Inoltre, i riacquisti, che negli ultimi cinque anni hanno rappresentato un importante fattore trainante, dovrebbero diminuire sostanzialmente.
- Siamo opportunisticamente neutrali sulle azioni del Regno Unito. Le azioni del Regno Unito potrebbero registrare un recupero a breve termine dopo un deludente mese di giugno. La decisa sottoperformance nel rimbalzo mostra uno scollamento tra l'indice e lo stato dell'economia.
- Siamo sovrappesati sulle azioni dei mercati emergenti (attraverso azioni di classe A cinesi) e sottopesati su quelle giapponesi. La Cina si sta rapidamente riprendendo dalla crisi generata dal coronavirus, mentre il Giappone dovrebbe registrare un calo degli utili.
- Manteniamo le nostre principali convinzioni in vari investimenti tematici. I settori della tecnologia, dell'oncologia e delle biotecnologie si dimostrano relativamente resilienti nell'attuale contesto e rivelano un elevato potenziale di crescita dettato dall'innovazione e dal potere di definizione dei prezzi. I temi riguardanti il cambiamento climatico e l'economia circolare offrono esposizione a soluzioni chiave per un futuro più pulito. Riteniamo che la sostenibilità continuerà ad acquisire importanza per gli aspetti sociali e ambientali. Una solida governance sembra fornire risultati migliori durante la pandemia, sia a livello aziendale che statale.
- Abbiamo una posizione di sottopeso sulle azioni, mantenendo una duration breve, ma siamo estremamente diversificati poiché l'attuale contesto crea anche opportunità nei mercati obbligazionari.
- Abbiamo un sottopeso sui titoli di Stato che non presentano alcun potenziale di rendimento se non in fasi di avversione al rischio e durante la conseguente fuga verso la qualità. Preferiamo le obbligazioni periferiche rispetto ai paesi core europei.
- In un portafoglio multi-asset, la diversificazione nel credito appare interessante. Siamo sovrappesati sull’investment grade USA ed europeo in quanto gli acquisti delle banche centrali rappresentano un sostegno.
- Abbiamo un sovrappeso anche sul debito emergente, tra cui obbligazioni societarie con una preferenza per quelle in valuta forte ed ESG.
- Abbiamo un'esposizione sulla NOK, che risultava interessante durante la crisi, nonché sull'oro e sul JPY, che fungono da mitigatori del rischio.
