LA SCORSA SETTIMANA IN SINTESI
- Le stime flash dei PMI di settembre hanno indicato un indebolimento del momentum nel settore dei servizi, più vulnerabile a una recrudescenza dei casi di coronavirus, mentre l'industria manifatturiera se l'è cavata molto meglio.
- Nel suo intervento al Congresso, il presidente della Fed, Jerome Powell, ha promesso che l'istituto sosterrà l'economia "per tutto il tempo necessario". Nonostante un qualche miglioramento rispetto al secondo trimestre, il cammino da percorrere rimane "molto incerto".
- La morte della giudice liberale della Corte Suprema degli Stati Uniti, Ruth Bader Ginsburg, ha scatenato una controversia. La sua sostituzione prima delle elezioni presidenziali darebbe al presidente Trump la possibilità di cementare una maggioranza conservatrice di 6 a 3 all'interno della Corte.
- Andrew Bailey, governatore della Bank of England, ha evidenziato i risultati contrastanti dell'utilizzo di tassi di interesse negativi. Sebbene il loro utilizzo rimanga possibile, non è ancora all'ordine del giorno.
DATI ED EVENTI DI QUESTA SETTIMANA
- La politica sarà sotto i riflettori all'inizio del quarto trimestre, poiché negli Stati Uniti si svolgerà il primo dibattito presidenziale e riprenderanno i negoziati sulla Brexit tra Regno Unito e Unione europea.
- I Democratici stanno preparando un piano di stimolo per il coronavirus da 2,400 miliardi di dollari. Il voto potrebbe arrivare già questa settimana, ma la polarizzazione politica a Washington rende improbabile un compromesso.
- In termini di dati, gli Stati Uniti pubblicheranno il loro ultimo rapporto mensile sull'occupazione prima delle elezioni. Inoltre, ci aspettiamo dati relativi all'inflazione nonché dati definitivi sui tassi di crescita del PIL del secondo trimestre per Stati Uniti e Regno Unito.
- Sono inoltre in arrivo dati soft su entrambe le sponde dell'Atlantico in merito al sentiment dei consumatori, alle condizioni attuali e alle aspettative inflazionistiche.
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CONVINZIONI DI INVESTIMENTO
- Scenario di base
- Il nostro scenario centrale prevede una continua graduale ripresa dei mercati finanziari, soprattutto grazie all'abbondante liquidità e al sostegno governativo, ma il momentum potrebbe indebolirsi verso la fine dell'anno. I mercati dovrebbero continuare a operare in un ampio spettro. Negli Stati Uniti permane incertezza a causa dell'attuale contesto politico, esacerbato dall'imminente nomina della giudice Ruth Bader Ginsburg e dall'elevato numero di contagi da coronavirus. Un nuovo pacchetto di stimoli fiscali potrebbe dare nuovo slancio ma, al momento, il Congresso non è riuscito a trovare un accordo in merito.
- La risposta politica europea ha fornito qualche rassicurazione concordando un piano di ripresa: una combinazione di bilancio a lungo termine e Next Generation EU, per un totale di 1.800 miliardi di euro, il che dovrebbe tradursi in un calo del premio di rischio delle azioni della zona euro.
- Le nostre convinzioni principali sono le seguenti:
- per prima cosa, continuiamo a optare per i "vincitori" a medio termine di questa crisi, ad es. tecnologia, sanità, temi ambientali;
- in secondo luogo, abbiamo aggiunto posizioni in asset con livelli di valutazione storicamente interessanti. Abbiamo identificato le banche tra i settori value, il debito dei mercati emergenti e le valute poco onerose. Abbiamo inoltre aumentato alcune posizioni regionali, come Europa e mercati emergenti, soprattutto azioni di classe A cinesi, rispetto a Stati Uniti e Giappone.
- Opinioni sul mercato
- Storicamente, la ripresa economica (e l'aumento dei tassi) hanno favorito la performance dello stile value, ma questa volta i tassi sono rimasti bassi, pertanto tale stile non ha offerto grandi risultati. Dato il rallentamento del momentum economico e la nuova politica monetaria della Fed, non vi è alcun argomento chiaro a favore di uno stile piuttosto che dell'altro.
- La volatilità è destinata a permanere data la bassa visibilità sull'epidemia e sulle sue conseguenze nonché le incertezze sull'esito delle elezioni presidenziali, che saranno probabilmente polarizzate. È possibile che si crei un'impasse congressuale.
- Per quanto riguarda il breve termine, ci aspettiamo meno sorprese economiche positive, dato l'innalzamento delle aspettative. I tassi reali hanno smesso di diminuire in attesa di un ulteriore orientamento da parte della banca centrale.
- Nel lungo termine, le politiche fiscali e monetarie accomodanti e la prospettiva di un vaccino dovrebbero portare a una ripresa dell'economia.
- Rischi
- La pandemia di coronavirus continuerà a rappresentare il principale ostacolo per la ripresa economica. Solo un vaccino potrebbe invertire la tendenza. Diverse aziende sono nella fase finale dei test.
- Rischio elettorale negli Stati Uniti. La gestione della crisi del coronavirus, le difficoltà economiche, i disordini sociali e il probabile venir meno degli stimoli fiscali stanno innescando incertezza in un momento in cui la valutazione non è più interessante rispetto ai livelli storici. Una volta cessato il polverone sulle elezioni, ci sarà un allineamento macroeconomico sulla politica espansionistica: maggiore spesa (Biden) vs. minori tasse (Trump) a fronte di una Fed accomodante, ma la situazione di stallo post-elettorale del Congresso continua a rappresentare un rischio.
- Il conflitto tra Stati Uniti e Cina, sempre incombente, sta offuscando la crescita globale. Nessuno dei due Paesi può permettersi la ripresa della guerra commerciale. Dopo il braccio di ferro con chiusura dei consolati sia nelle città statunitensi che in quelle cinesi, l'amministrazione Trump sta emanando raccomandazioni affinché le società cinesi quotate nelle borse americane vengano cancellate dai listini, a meno che non forniscano alle autorità di regolamentazione statunitensi l'accesso ai loro conti sottoposti a controlli.
- Negoziati commerciali tra Regno Unito e UE. La scadenza della Brexit si sta avvicinando e il Regno Unito non ha ancora concluso un accordo con l'Unione Europea, pertanto permane il rischio di una "hard Brexit", che costringerebbe il Regno Unito a seguire le regole dell'Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) a partire dal 1° gennaio 2021.
RECENTI VARIAZIONI NELLA STRATEGIA DI ASSET ALLOCATION
Rimaniamo leggermente sottopesati sulle azioni e, dato il contesto attuale, manteniamo la nostra protezione sulle azioni statunitensi ed europee, nonché posizioni su JPY e oro a fini di copertura del portafoglio. Oltre alle nostre convinzioni sulla riduzione strutturale del premio di rischio della zona euro e al sottopeso sulle azioni dell'UEM rispetto a quelle USA, riteniamo che il dollaro USA si indebolirà rispetto all'euro con il passare del tempo. Siamo neutrali sulle azioni del Regno Unito. Siamo sovrappesati sulle azioni dei mercati emergenti (attraverso azioni di classe A cinesi) e sottopesati su quelle giapponesi. Infine, manteniamo un'esposizione al debito dei mercati emergenti e alle obbligazioni investment grade.
STRATEGIA CROSS ASSET
- La nostra esposizione azionaria è leggermente sottopesata, ma con una maggiore selettività nell'allocazione azionaria regionale.
- Abbiamo un sovrappeso sulle azioni dell'Eurozona e un sottopeso su quelle statunitensi. La risposta coordinata degli Stati membri al virus ha rafforzato i legami, mentre la valutazione offre ancora uno sconto relativo rispetto agli Stati Uniti e la regione è poco inflazionata. Un ulteriore rapido apprezzamento dell'euro potrebbe rappresentare un rischio per la performance futura. Gli Stati Uniti, che solitamente resistono bene alle recessioni, appaiono ora più frammentati dell'Europa. Le valutazioni non sono più interessanti rispetto ai livelli storici. Inoltre, i riacquisti, che negli ultimi cinque anni hanno rappresentato un importante fattore trainante, sembrano dare meno sostegno nel 2020.
- Siamo opportunisticamente neutrali sulle azioni del Regno Unito. Il Regno Unito non ha partecipato al rimbalzo del mercato globale e la debolezza della sterlina dovrebbe fungere da supporto. La Brexit pone certamente delle difficoltà, non solo per il Regno Unito, ma anche per l'intera regione europea.
- Siamo sovrappesati sulle azioni dei mercati emergenti (attraverso azioni di classe A cinesi) e sottopesati su quelle giapponesi. Da due mesi la Cina risulta in prima posizione rispetto al resto del mondo nella ripresa economica, che nel Paese evidenzia una forma a V.
- Manteniamo le nostre principali convinzioni in vari investimenti tematici. I settori della tecnologia, dell'oncologia e delle biotecnologie si dimostrano relativamente resilienti nell'attuale contesto e rivelano un elevato potenziale di crescita dettato dall'innovazione e dal potere di definizione dei prezzi. Riteniamo che i temi riguardanti il cambiamento climatico e l'ambiente offrano esposizione a soluzioni chiave per un futuro più pulito e che acquisiranno sempre più importanza. Una solida governance sembra fornire risultati migliori durante la pandemia, sia a livello aziendale che statale.
- Abbiamo una posizione di sottopeso sulle azioni, mantenendo una duration breve, ma siamo estremamente diversificati poiché l'attuale contesto crea anche opportunità nei mercati obbligazionari.
- Abbiamo un sottopeso sui titoli di Stato che non presentano alcun potenziale di rendimento se non in fasi di avversione al rischio. Preferiamo le obbligazioni periferiche rispetto ai paesi core europei.
- In un portafoglio multi-asset, la diversificazione nel credito appare interessante. Siamo sovrappesati sull’investment grade USA ed europeo in quanto gli acquisti delle banche centrali rappresentano un sostegno.
- Abbiamo un sovrappeso anche sul debito emergente, tra cui obbligazioni societarie con una preferenza per quelle in valuta forte ed ESG. L'asset class continua a offrire carry.
- Abbiamo un'esposizione sulla NOK, che risultava interessante durante la crisi, nonché sull'oro e sul JPY, che fungono da mitigatori del rischio.
- La nostra profonda convinzione nella riduzione strutturale del premio di rischio dell'eurozona ci induce a optare per una posizione short sul dollaro USA rispetto all'euro.
