LA SCORSA SETTIMANA IN SINTESI
- Durante il suo discorso (virtuale) a Jackson Hole, il presidente della Fed, Jerome Powell, ha annunciato che l'istituto punta a un tasso di inflazione medio del 2%, non indicando tuttavia alcun lasso di tempo, il che lascia molto spazio all'interpretazione.
- I dati economici negli USA e in Europa hanno confermato la ripresa economica: gli ordini di beni durevoli e il reddito personale negli USA, l'indice Ifo sulla fiducia delle imprese in Germania e l'indicatore anticipatore svizzero hanno superato le aspettative del consensus.
- Il premier Shinzo Abe ha annunciato le dimissioni per motivi di salute. Rimarrà in carica fino a quando il partito non sceglierà un successore.
- Donald Trump ha formalmente accettato la candidatura a presidente del partito repubblicano e ha tenuto il discorso di chiusura della convention repubblicana dalla Casa Bianca.
DATI ED EVENTI DI QUESTA SETTIMANA
- Questa settimana l'attenzione si concentrerà sugli indici PMI globali e sul rapporto di agosto in merito all'occupazione statunitense.
- Negli Stati Uniti, il vicepresidente della Fed, Clarida, e il governatore Brainard interverranno sul nuovo quadro di politica monetaria e potrebbero fornire qualche informazione sulla "forma flessibile di average inflation targeting".
- Negli Stati Uniti dovrebbero riaccendersi le discussioni sulle misure di stimoli poiché democratici e repubblicani non hanno ancora trovato un accordo sul pacchetto.
- Il mese di settembre sarà cruciale per l'accordo sulla Brexit, poiché Barnier, il capo negoziatore dell'UE, e Frost, il capo negoziatore britannico, terranno colloqui d'emergenza a partire dalla prima settimana del mese.
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CONVINZIONI DI INVESTIMENTO
- Scenario di base
- Il nostro scenario centrale prevede una continua graduale ripresa dei mercati finanziari, soprattutto grazie all'abbondante liquidità e al sostegno governativo. Nei prossimi mesi i mercati dovrebbero comunque continuare a operare in un ampio spettro. Negli Stati Uniti permangono incertezze a causa dell'elevato numero di contagi e del contesto politico. I generosi sussidi di disoccupazione non vengono più erogati da fine luglio, e ciò che seguirà è sempre più incerto. Al momento, il Congresso non è riuscito a trovare un accordo su un nuovo pacchetto di stimoli.
- La risposta politica europea ha fornito qualche rassicurazione concordando un piano di ripresa: una combinazione di bilancio a lungo termine e Next Generation EU, per un totale di 1.800 miliardi di euro, il che dovrebbe tradursi in un calo del premio di rischio delle azioni della zona euro. Tuttavia, per ora, le azioni europee sono in qualche modo appesantite da un rafforzamento dell'euro e, in assenza di un vaccino, non avverrà una rotazione verso il settore ciclico e value.
- Le nostre convinzioni principali sono le seguenti:
- per prima cosa, continuiamo a optare per i "vincitori" a medio termine di questa crisi, ad es. tecnologia, sanità, temi ambientali;
- in secondo luogo, abbiamo aggiunto posizioni in asset con livelli di valutazione storicamente interessanti. Abbiamo identificato le banche tra i settori value, il debito dei mercati emergenti e le valute poco onerose. Abbiamo inoltre aumentato alcune posizioni regionali, come Europa e mercati emergenti, soprattutto azioni di classe A cinesi, rispetto a Stati Uniti e Giappone.
- Opinioni sul mercato
- La volatilità non verrà meno poiché la visibilità sull'epidemia e le sue conseguenze rimane limitata.
- La diffusione del virus continua a rappresentare la minaccia principale, poiché non è stato possibile arginarla ovunque e/o aumenta la possibilità di una seconda ondata in alcune regioni.
- Le risposte della politica fiscale e monetaria andranno oltre la fine dell'epidemia. La politica monetaria mira a garantire un'ampia liquidità e, per alcune regioni, comporta ulteriori programmi di acquisti di asset. Per ora tali azioni sembrano fornire una certa sicurezza ai mercati finanziari.
- Nel breve termine, segnali positivi vengono dalla continua ripresa degli indicatori economici, dall'aumento, seppur meno dinamico ultimamente, delle sorprese economiche e dalla stabilizzazione delle revisioni sugli utili. I mercati finanziari hanno integrato rapidamente il miglioramento e potrebbero essere in anticipo.
- Nel lungo termine, oltre a un vaccino, gli utili del secondo semestre saranno fondamentali e determineranno la forma della ripresa. Sembra essere più probabile una ripresa a forma di V con una seconda fase più piatta. Il mercato pare non considerare la possibilità di una seconda crisi o persino di una stagnazione.
- Rischi
- La pandemia di coronavirus continuerà a rappresentare il principale ostacolo per la ripresa economica. Solo un vaccino potrebbe invertire la tendenza. Diverse aziende sono nella fase finale dei test.
- Rischio elettorale negli Stati Uniti. La gestione della crisi del coronavirus, le difficoltà economiche, i disordini sociali e il probabile venir meno degli stimoli fiscali all'inizio di agosto stanno innescando incertezza in un momento in cui la valutazione non è più interessante rispetto ai livelli storici. Una schiacciante vittoria democratica potrebbe rappresentare un rischio per il mercato azionario a causa di una possibile riforma e aumento della regolamentazione fiscale.
- Il conflitto tra Stati Uniti e Cina, sempre incombente, sta offuscando la crescita globale. Nessuno dei due Paesi può permettersi la ripresa della guerra commerciale. Dopo il braccio di ferro con chiusura dei consolati sia nelle città statunitensi che in quelle cinesi, l'amministrazione Trump sta emanando raccomandazioni affinché le società cinesi quotate nelle borse americane vengano cancellate dai listini, a meno che non forniscano alle autorità di regolamentazione statunitensi l'accesso ai loro conti sottoposti a controlli.
- Negoziati commerciali tra Regno Unito e UE. Il capo negoziatore del Regno Unito, David Frost, ha affermato in un tweet che l'accordo può essere raggiunto a settembre, mentre il rappresentante UE Michel Barnier ha ribadito come un accordo sulla Brexit sia “improbabile” visto che non ci sono più stati progressi.
RECENTI VARIAZIONI NELLA STRATEGIA DI ASSET ALLOCATION
Rimaniamo complessivamente sottopesati sulle azioni e, dato il contesto attuale, manteniamo la nostra protezione sulle azioni statunitensi ed europee, nonché posizioni su oro e JPY a fini di copertura del portafoglio. Oltre alle nostre convinzioni sulla riduzione strutturale del premio di rischio della zona euro e al sottopeso sulle azioni dell'UEM rispetto a quelle USA, riteniamo che il dollaro USA si indebolirà rispetto all'euro. Siamo neutrali sulle azioni del Regno Unito, poiché il paese ha il potenziale per recuperare il ritardo rispetto al resto d'Europa. Siamo sovrappesati sulle azioni dei mercati emergenti (attraverso azioni di classe A cinesi) e sottopesati su quelle giapponesi. Infine, manteniamo un'esposizione al debito dei mercati emergenti e alle obbligazioni investment grade.
STRATEGIA CROSS ASSET
- La nostra esposizione azionaria è leggermente sottopesata, ma con una maggiore selettività nell'allocazione azionaria regionale.
- Abbiamo un sovrappeso sulle azioni dell'Eurozona e un sottopeso su quelle statunitensi. La risposta coordinata degli Stati membri al virus ha rafforzato i legami, mentre la valutazione offre ancora uno sconto relativo rispetto agli Stati Uniti e il posizionamento inizia a prendere slancio. Gli Stati Uniti, che solitamente resistono bene alle recessioni, appaiono ora più frammentati dell'Europa. Oltre all'imminente stimolo fiscale e all'incertezza elettorale, le valutazioni non sono più interessanti rispetto ai livelli storici. Inoltre, i riacquisti, che negli ultimi cinque anni hanno rappresentato un importante fattore trainante, sembrano dare meno sostegno nel 2020.
- Siamo opportunisticamente neutrali sulle azioni del Regno Unito. Le azioni del Regno Unito potrebbero registrare un recupero a breve termine. La decisa sottoperformance nel rimbalzo mostra uno scollamento tra l'indice e lo stato dell'economia.
- Siamo sovrappesati sulle azioni dei mercati emergenti (attraverso azioni di classe A cinesi) e sottopesati su quelle giapponesi. La Cina si sta rapidamente riprendendo dalla crisi del coronavirus, mentre il Giappone sta entrando in un periodo di incertezza dopo la successione di Shinzo Abe.
- Manteniamo le nostre principali convinzioni in vari investimenti tematici. I settori della tecnologia, dell'oncologia e delle biotecnologie si dimostrano relativamente resilienti nell'attuale contesto e rivelano un elevato potenziale di crescita dettato dall'innovazione e dal potere di definizione dei prezzi. I temi riguardanti il cambiamento climatico e l’ambiente offrono esposizione a soluzioni chiave per un futuro più pulito. Riteniamo che la sostenibilità continuerà ad acquisire importanza per gli aspetti sociali e ambientali. Una solida governance sembra fornire risultati migliori durante la pandemia, sia a livello aziendale che statale.
- Abbiamo una posizione di sottopeso sulle azioni, mantenendo una duration breve, ma siamo estremamente diversificati poiché l'attuale contesto crea anche opportunità nei mercati obbligazionari.
- Abbiamo un sottopeso sui titoli di Stato che non presentano alcun potenziale di rendimento se non in fasi di avversione al rischio. Preferiamo le obbligazioni periferiche rispetto ai Paesi core europei.
- In un portafoglio multi-asset, la diversificazione nel credito appare interessante. Siamo sovrappesati sull’investment grade USA ed europeo in quanto gli acquisti delle banche centrali rappresentano un sostegno.
- Abbiamo un sovrappeso anche sul debito emergente, tra cui obbligazioni societarie con una preferenza per quelle in valuta forte ed ESG.
- Abbiamo un'esposizione sulla NOK, che risultava interessante durante la crisi, nonché sull'oro e sul JPY, che fungono da mitigatori del rischio.
- La nostra profonda convinzione nella riduzione strutturale del premio di rischio dell'eurozona ci porta a sottoponderare il dollaro USA rispetto all'euro.
