23 MAR

2020

Covid-19 , Titoli , Punti salienti , Rudi Van den Eynde , Argomenti

Coronavirus: "la situazione è grave, ma non disperata"

  • Diffusione esponenziale del virus in Europa e negli Stati Uniti, in Asia malattia sempre più sotto controllo.
  • Il vaccino Covid-19 dovrebbe essere disponibile tra 12-15 mesi; oltre 100 milioni di dosi di vaccini per la popolazione si traducono in uno sforzo enorme per il settore; l’uso di farmaci adeguati può arrestare la diffusione.
  • Sanità e biotecnologie sotto pressione: tuttavia, le aziende del settore stanno facendo meglio del mercato azionario per resistere alla recessione economica

L’Italia sta registrando livelli di picco di persone infette e di decessi, in Germania il Robert Koch Institute afferma che nei prossimi mesi fino a dieci milioni di persone potrebbero contrarre il coronavirus, a meno che non siano rispettate seriamente le attuali restrizioni di tipo sociale. La situazione è davvero seria, ma non senza via d’uscita.

Qual è la situazione?

L’Asia può essere l’esempio da seguire. Il numero di nuove infezioni giornaliere in Cina è di circa 20, ma la maggior parte delle persone risultate positive proveniva dall’estero. Anche la Corea del Sud sta tenendo sotto controllo la malattia, così come Singapore. Questo dimostra come le misure adottate, pur essendo severe, si stiano mostrando efficaci. In Europa e negli Stati Uniti, invece,il numero di persone che hanno contratto il virus cresce esponenzialmente. Una delle ragioni alla base del rapido incremento della curva è che solo di recente sono stati resi disponibili test sufficienti. Inoltre, il periodo di incubazione può essere di una settimana o superiore, di conseguenza la prossima settimana le statistiche potrebbero continuare a far rabbrividire.

In una seconda fase, con buone probabilità, si registrerà un appiattimento della curva. È prevedibile che le misure recentemente adottate per evitare il contatto diretto tra la popolazione risultino efficaci. Fino a quando tutti i pazienti non saranno identificati e curati, gli sforzi globali dovranno essere mantenuti e seguiti. Solo così sarà possibile debellare il coronavirus. Vi sono forti indicazioni che suggeriscono un ritorno del virus l’inverno prossimo ma per allora il mondo sarà preparato; inoltre è molto probabile potere affrontare il virus con vaccini e farmaci.

Quanto manca all’ottenimento di un vaccino?

Attualmente numerose aziende del settore sanitario e delle biotecnologie lavorano a pieno regime allo sviluppo di un vaccino. Tuttavia, con ogni probabilità, ci vorranno almeno altri 12-15 mesi prima che il vaccino sia pronto. Secondo una visione più ottimistica, ma non impossibile, le prime dosi saranno pronte a partire da dicembre. Ma lo sviluppo di un vaccino è solo un lato della medaglia. La produzione di circa 100 milioni di dosi di vaccini per la popolazione significa uno sforzo ingente per il settore. Sarebbe auspicabile che non solo qualche azienda, ma molte società lavorassero contemporaneamente ai vaccini, compresi i grandi leader del mercato che sono in grado di sviluppare rapidamente le capacità necessarie. Un altro aspetto positivo è che, stando allo stato attuale e contrariamente a quanto accade per’influenza stagionale, il nuovo coronavirus difficilmente subisce mutazioni. È pertanto probabile che nel 2021 un vaccino sia ancora efficace.

Lo sviluppo e l’uso di farmaci possono inoltre aiutare nella lotta contro il coronavirus. Esistono due approcci: in Cina è in fase di sperimentazione un farmaco sviluppato  originariamente contro l’Ebola che inibisce la riproduzione del virus nel corpo umano. Un’altra possibile soluzione parte da un’ idea diversa. Per molti pazienti non è l’infezione che causa il danno maggiore, ma una specie di reazione eccessiva del sistema immunitario, specialmente tra gli anziani. La speranza è di fermare questa spirale, che non impedirebbe di contrarre la malattia, ma ne ridurrebbe significativamente la mortalità. Esistono farmaci impiegati, ad esempio, per trattare l’artrite o il virus HI le cui prime ricerche suggeriscono che potrebbero aiutare anche nel caso del Covid-19. Un progresso rapido è realistico perché i farmaci sono già stati approvati. L’unica cosa che sarebbe ancora necessaria sono gli studi clinici che coinvolgono diverse centinaia di pazienti negli ospedali. Se i farmaci curano più rapidamente e non si verificano nuovi effetti collaterali, già a settembre o ottobre potrebbero essere a disposizione buoni dati clinici.

Come reagisce il settore delle biotecnologie?

Anche il settore sanitario e delle biotecnologie non è immune al sentiment generale del mercato e alle fluttuazioni.. Il blocco attuale sta colpendo l’intera economia globale in una misura che nessuno poteva prevedere, incluso il settore sanitario. Gli interventi chirurgici non strettamente necessari sono stati rinviati, tuttavia il settore è relativamente stabile. Le cure per i malati di cancro non sono state interrotte improvvisamente e le malattie rare continuano a ricevere la massima attenzione. Rispetto agli indici globali quali l’MSCI World, il settore sanitario ha resistito molto meglio.

Ma una cosa è certa: con tutta probabilità i dati relativi ai prossimi due trimestri non saranno particolarmente buoni. Nessuno sa quanto dureranno le misure temporanee della politica globale e quali saranno gli effetti concreti della crisi attuale sui mercati. Tuttavia, vi sono ottime probabilità che l'economia torni alla normalità entro l'estate del 2021. Gli investitori possono sicuramente fare la differenza: chi pensa a lungo termine, andando al di là dei dati dei prossimi mesi, si accorgerà che alcune società di qualità sono attualmente disponibili a un prezzo molto più interessante rispetto a poche settimane fa.