"L'IBM acquisisce Red Hat per 34 miliardi di dollari. "La cinese Mascot Bidco Oy acquisisce la finlandese Amer Sports. "Acquisizione dell'operatore del settore alberghiero del lusso Belmond da parte di LVMH".
Malgrado l'aumento della volatilità nei mercati, le operazioni di M&A, particolarmente numerose nei settori petrolifero, sanitario e tecnologico, continuano a fare notizia alla fine del 2018.
Anche se gli annunci riguardano principalmente gli Stati Uniti e hanno per la maggior parte dei casi coinvolto società di medie dimensioni, le opportunità di investimento per qualsiasi investitore nella prima metà del 2019 sono interessanti.
Infatti, spesso il valore delle società oggetto di un'offerta aumenta in modo esponenziale: non appena l'offerta si arresta, il prezzo delle azioni terget non è più legato ai fondamentali ma piuttosto alle notizie legate all'operazione. E dal momento che, storicamente, il 93% delle fusioni annunciate si realizzano, queste ultime offrono l'opportunità di effettuare investimenti con probabilità significative di successo. È questo il senso delle cosiddette strategie di "Risk Arbitrage": offrire una bassa esposizione ai mercati, selezionando al contempo le operazioni che hanno la probabilità più elevata di essere realizzate.
Facciamo un esempio molto concreto. All'indomani della vittoria del Belgio nella Coppa del Mondo di hockey su prato, consideriamo la bevanda preferita del paese, la birra, e confrontiamo l'andamento del prezzo delle azioni SAB Miller rispetto all'Euro Stoxx 600 al momento dell'acquisizione da parte del leader mondiale, AB InBev. Come illustrato dal grafico sottostante, l'andamento del corso di SAB Miller oscilla tra un prezzo minimo, il valore alla data di annuncio ufficiale e un livello di stabilizzazione, il prezzo offerto. Infine: rendimento atteso del 12% laddove il mercato perde quasi il 9% nel medesimo periodo.
Presentata così è possibile osservare l’intero profitto "lordo" derivante da un'operazione M&A. Rimangono le tempistiche dell'investimento e il rischio che il 7% delle operazioni non siano coronate da successo. E quindi, come selezionare le operazioni "giuste" per costruire un portafoglio robusto? Esistono svariati approcci. A Candriam questo know-how si basa sull'adeguatezza dell'analisi quantitativa e dell'analisi qualitativa. Un'alchimia che ha consentito di ridurre il tasso di incertezza del 50%.
L'analisi quantitativa si basa su un database creato oltre 10 anni fa e che include attualmente circa 5000 operazioni di M&A nel corso degli ultimi 20 anni. Una ricchezza di informazioni e dati che consente di vagliare i principali fattori di rischio di un'operazione: offerta ostile, offerta finanziaria, acquirente con dimensioni inferiori al target, problemi legati all'antitrust.
L'analisi qualitativa si basa in particolare sull'individuazione, all'interno della documentazione giuridica, delle varie clausole ed elementi che potrebbero pregiudicare l'esito dell'operazione e sull'individuazione dei fattori secondari.
Questo duplice approccio consente di ridurre il numero di eventi negativi. È per questo motivo che nel 2016 non abbiamo partecipato all'offerta di acquisto di Aixtron da parte della cinese Fujian Gran Chip, anticipando il blocco delle autorità statunitensi motivato da un trasferimento delle tecnologie impiegate nei sistemi di difesa antimissilistica degli Stati Uniti. A ciò si aggiunge una costruzione prudente del portafoglio che consente di minimizzare l'impatto dei fallimenti residui. Ciò si traduce in una decorrelazione significativa ma anche in una volatilità tenuta sotto controllo.
Per l'investitore inserire una strategia di arbitraggio su fusioni e acquisizioni in un portafoglio diversificato renderà quest'ultimo più resiliente ai capricci dei mercati e ne migliorerà il relativo rischio/rendimento.
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