LA SCORSA SETTIMANA IN SINTESI
- L'economia statunitense ha registrato 1,8 milioni di posti di lavoro non agricoli in più, risultato migliore del previsto. L'economia ha recuperato circa il 40% dei 22 milioni di posti di lavoro persi nella recessione indotta dalla pandemia.
- I PMI globali hanno mostrato la crescita più rapida da gennaio, attestandosi a 50,8. Sia l'ISM manifatturiero statunitense che il PMI manifatturiero della zona euro hanno superato le aspettative rispettivamente con 54,2 e 51,8.
- La Bank of England ha sostenuto la decisione del governo di porre fine al piano di congedo a ottobre, evidenziando la forte ripresa dell'economia, ma sottolineando i deboli investimenti delle imprese.
- Poiché il Congresso non è riuscito a trovare un accordo sul prossimo ciclo di aiuti per la pandemia, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, con un'azione esecutiva, ha prolungato i sussidi alla disoccupazione (ulteriori 400 $ settimanali ai sussidi di disoccupazione). Tuttavia, su tali misure sarà necessaria l’approvazione del Congresso.
DATI ED EVENTI DI QUESTA SETTIMANA
- Le tensioni tra Cina e Stati Uniti stanno aumentando dopo che gli ordini esecutivi dell'amministrazione Donald Trump hanno vietato ai residenti statunitensi di fare affari con TikTok e WeChat.
- Paesi chiave, come il Giappone, il Regno Unito e la Russia, pubblicheranno aggiornamenti sul PIL insieme a quelli sulla produzione industriale e sulle vendite al dettaglio per il mese di luglio, stabilendo il percorso della ripresa economica nel terzo trimestre.
- Saranno pubblicati i dati legati all'inflazione. Sono previsti pochi cambiamenti, anche se l'aumento dei prezzi delle materie prime e il calo del dollaro potrebbero far pensare a un rialzo.
- La zona euro pubblicherà l'indicatore ZEW sul sentiment economico e negli Stati Uniti verranno pubblicati i dati preliminari dell'indice del sentiment dei consumatori curato dell'Università del Michigan. Si prevede un ulteriore miglioramento.
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CONVINZIONI DI INVESTIMENTO
- Scenario di base
- Il nostro scenario centrale prevede una continua graduale ripresa dei mercati finanziari, soprattutto grazie all'abbondante liquidità e al sostegno governativo. Nei prossimi mesi i mercati dovrebbero comunque continuare a operare in un ampio spettro. Negli Stati Uniti aumenta l'incertezza a causa della crisi del coronavirus, non ancora contenuto, e del contesto politico. I generosi sussidi alla disoccupazione, conclusosi a fine luglio, hanno fornito alle famiglie un reddito sufficiente a sostituire le entrate e persino a far salire il tasso di risparmio. Il passo successivo è però sempre più incerto: il Congresso non è riuscito a trovare un accordo su un nuovo pacchetto di stimoli e il virus è ancora presente. La forza del mercato finanziario contrasta con la prudenza degli investitori.
- La risposta politica europea ha fornito qualche rassicurazione concordando un piano di ripresa: una combinazione di bilancio a lungo termine e Next Generation EU, per un totale di 1.800 miliardi di euro, il che dovrebbe tradursi in un calo del premio di rischio delle azioni della zona euro. L'Europa, tuttavia, è appesantita da un rafforzamento dell'euro rispetto al dollaro USA e, in assenza di un vaccino, non avverrà una positiva rotazione verso il settore ciclico e value.
- Le nostre convinzioni principali sono le seguenti:
- per prima cosa, è bene continuare a optare per i "vincitori" a medio termine di questa crisi, ad es. tecnologia, sanità, temi sostenibili.
- in secondo luogo, abbiamo aggiunto posizioni in asset con livelli di valutazione storicamente interessanti. Abbiamo identificato le banche tra i settori value, il debito dei mercati emergenti e le valute poco onerose. Abbiamo inoltre aumentato alcune posizioni regionali, come Europa e mercati emergenti, soprattutto azioni di classe A cinesi, rispetto a Stati Uniti e Giappone.
- Opinioni sul mercato
- La volatilità non verrà meno poiché la visibilità sull'epidemia e le sue conseguenze rimane limitata.
- La diffusione del virus continua a rappresentare la minaccia principale, poiché non è stato possibile arginarla ovunque e/o aumenta la possibilità di una seconda ondata in alcune regioni.
- Le risposte della politica fiscale e monetaria andranno oltre la fine dell'epidemia. La politica monetaria mira a garantire un'ampia liquidità e, per alcune regioni, comporta ulteriori programmi di acquisti di asset. Per ora tali azioni sembrano fornire una certa sicurezza ai mercati finanziari.
- Nel breve termine, segnali positivi vengono dalla continua ripresa degli indicatori economici, dall'aumento, seppur meno dinamico ultimamente, delle sorprese economiche e dalla stabilizzazione delle revisioni sugli utili. I mercati finanziari hanno integrato rapidamente il miglioramento e potrebbero essere in anticipo.
- Nel lungo termine, oltre a un vaccino, gli utili del secondo semestre saranno fondamentali e determineranno la forma della ripresa. Sembra essere più probabile una ripresa a forma di V con una seconda fase più piatta. Il mercato pare non considerare la possibilità di una seconda crisi o persino di una stagnazione.
- Rischi
- La pandemia di coronavirus continuerà a rappresentare la principale minaccia per la ripresa economica. Solo un vaccino potrebbe invertire la tendenza. Diverse aziende sono nella fase finale dei test.
- Rischio elettorale negli Stati Uniti. La gestione della crisi del coronavirus, le difficoltà economiche, i disordini sociali e il probabile venir meno degli stimoli fiscali all'inizio di agosto stanno innescando incertezza in un momento in cui la valutazione non è più interessante rispetto ai livelli storici. Una schiacciante vittoria democratica potrebbe rappresentare un rischio per il mercato azionario a causa di una possibile riforma e aumento della regolamentazione fiscale.
- Il conflitto tra Stati Uniti e Cina, sempre incombente, sta offuscando la crescita globale. Nessuno dei due Paesi può permettersi la ripresa della guerra commerciale. Dopo il braccio di ferro con chiusura dei consolati sia nelle città statunitensi che in quelle cinesi, l'amministrazione Trump sta emanando raccomandazioni affinché le società cinesi quotate nelle borse americane vengano cancellate dai listini, a meno che non forniscano alle autorità di regolamentazione statunitensi l'accesso ai loro conti sottoposti a controlli.
- Negoziati commerciali tra Regno Unito e UE. Il negoziatore dell'UE, Michel Barnier, si aspetta il "momento della verità" per qualsiasi potenziale accordo commerciale a ottobre. Un accordo di libero scambio "limitato" è un'ipotesi realistica.
RECENTI VARIAZIONI NELLA STRATEGIA DI ASSET ALLOCATION
Rimaniamo complessivamente sottopesati sulle azioni e, dato il contesto attuale, manteniamo la nostra protezione sulle azioni statunitensi ed europee, nonché posizioni su oro e JPY a fini di copertura del portafoglio. Oltre alle nostre profonde convinzioni sulla riduzione strutturale del premio di rischio della zona euro e al sottopeso sulle azioni dell'UEM rispetto a quelle USA, riteniamo che il dollaro USA si indebolirà rispetto all'euro. Abbiamo quindi una posizione di sottopeso sullo USD rispetto all'EUR. Siamo neutrali sulle azioni del Regno Unito, in quanto il Paese ha il potenziale per recuperare il ritardo rispetto al resto d'Europa sulla base di migliori dati economici, del sostegno fiscale del governo e di un migliore controllo dell'epidemia. Siamo sovrappesati sulle azioni dei mercati emergenti (attraverso azioni di classe A cinesi) e sottopesati su quelle giapponesi. Infine, manteniamo un'esposizione al debito dei mercati emergenti e alle obbligazioni investment grade.
STRATEGIA CROSS ASSET
- La nostra esposizione azionaria è leggermente sottopesata, ma con una maggiore selettività nell'allocazione azionaria regionale.
- Abbiamo un sovrappeso sulle azioni dell'Eurozona e un sottopeso su quelle statunitensi. La risposta coordinata degli Stati membri al virus ha rafforzato i legami, mentre la valutazione offre ancora uno sconto relativo rispetto agli Stati Uniti e il posizionamento inizia a prendere slancio. Gli Stati Uniti, che solitamente resistono bene alle recessioni, appaiono ora più frammentati dell'Europa. Oltre all'imminente fiscal cliff e all'incertezza elettorale, le valutazioni non sono più interessanti rispetto ai livelli storici. Inoltre, i riacquisti, che negli ultimi cinque anni hanno rappresentato un importante fattore trainante, dovrebbero diminuire sostanzialmente.
- Siamo opportunisticamente neutrali sulle azioni del Regno Unito. Le azioni del Regno Unito potrebbero registrare un recupero a breve termine. La decisa sottoperformance nel rimbalzo mostra uno scollamento tra l'indice e lo stato dell'economia.
- Siamo sovrappesati sulle azioni dei mercati emergenti (attraverso azioni di classe A cinesi) e sottopesati su quelle giapponesi. La Cina si sta rapidamente riprendendo dalla crisi generata dal coronavirus, mentre il Giappone dovrebbe registrare un calo degli utili.
- Manteniamo le nostre principali convinzioni in vari investimenti tematici. I settori della tecnologia, dell'oncologia e delle biotecnologie si dimostrano relativamente resilienti nell'attuale contesto e rivelano un elevato potenziale di crescita dettato dall'innovazione e dal potere di definizione dei prezzi. I temi riguardanti il cambiamento climatico e l'economia circolare offrono esposizione a soluzioni chiave per un futuro più pulito. Riteniamo che la sostenibilità continuerà ad acquisire importanza per gli aspetti sociali e ambientali. Una solida governance sembra fornire risultati migliori durante la pandemia, sia a livello aziendale che statale.
- Abbiamo una posizione di sottopeso sulle azioni, mantenendo una duration breve, ma siamo estremamente diversificati poiché l'attuale contesto crea anche opportunità nei mercati obbligazionari.
- Abbiamo un sottopeso sui titoli di Stato che non presentano alcun potenziale di rendimento se non in fasi di avversione al rischio. Preferiamo le obbligazioni periferiche rispetto ai Paesi core europei.
- In un portafoglio multi-asset, la diversificazione nel credito appare interessante. Siamo sovrappesati sull’investment grade USA ed europeo in quanto gli acquisti delle banche centrali rappresentano un sostegno.
- Abbiamo un sovrappeso anche sul debito emergente, tra cui obbligazioni societarie con una preferenza per quelle in valuta forte ed ESG.
- Abbiamo un'esposizione sulla NOK, che risultava interessante durante la crisi, nonché sull'oro e sul JPY, che fungono da mitigatori del rischio.
