Approfondimenti settimanali 20/06/2017

Caratteristiche

  • Stati Uniti: indice di fiducia in calo a riflesso dei timori sulle politiche economiche del presidente Trump.
  • Eurozona: attività industriale in continuo rallentamento con un calo della produzione di beni strumentali che incide sulla crescita.
  • Asset allocation: l'instabilità politica provocata dalla "Brexit" rafforza la nostra convinzione sulle azioni dell'area euro. 

Allocazione di attivi :

La scorsa settimana l'attenzione degli investitori si è focalizzata sulla riunione del FOMC di mercoledì. Come ampiamente previsto, il tasso sui Fed Fund è cresciuto di 25 pb in un intervallo compreso tra l'1% e il -1,25% in un mercato del lavoro robusto e all'interno di un'attività economica moderatamente in ascesa. Nel settore delle piccole imprese, i piani di assunzione hanno fatto segnare un nuovo massimo per questo ciclo economico. La Fed prevede che nel breve termine l'inflazione rimarrà al disotto del 2%, ma che nel medio termine si stabilizzerà attorno all'obiettivo del 2%. Oltre all'aumento dei tassi, la banca centrale ha annunciato che quest'anno avrebbe avviato la riduzione del proprio bilancio, purché "l'economia evolva ampiamente come previsto". Inoltre, il cosiddetto "dot plot" è rimasto invariato e ciò indica un ulteriore rialzo prima della fine dell'anno e tre ulteriori nel 2018, attualmente non scontati dai mercati.

Negli USA, inoltre, la credibilità della presidenza Trump è messa in discussione con il presidente che ha riconosciuto pubblicamente di essere indagato. Si evidenzia, pertanto, un rischio di esecuzione (per lo meno un ritardo nel 2018) nello stimolo fiscale previsto.

Dopo l'esito delle elezioni a sorpresa nel Regno Unito, lo scenario di una "Brexit" più morbida è divenuto più probabile sebbene sia auspicabile un percorso accidentato in tal direzione. Paradossalmente, l'esito delle elezioni ha altresì corroborato il caso di uno scenario opposto, ovverosia di una "Brexit" disordinata, tuttavia riteniamo che tutte le parti coinvolte, in particolare l'UE, cercheranno di evitare tale scenario. La nostra convinzione è che la parte più significativa del deprezzamento della GBP sia alle nostre spalle e che le azioni britanniche non dovrebbero beneficiare delle prossime mosse della GBP e soffrirebbero unicamente a causa dei fondamentali deboli. Il nostro sovrappeso sui titoli azionari dell'area euro e il sottopeso sui titoli azionari europei ex-EMU permane intatto.

Questa settimana monitoreremo attentamente l'avvio effettivo dei negoziati sulla "Brexit" tra il Regno Unito e l'Unione europea.

La nostra attuale strategia d’investimento sui fondi tradizionali:

Legenda
grigio : nessun cambiamento
blu : cambiamento

AZIONI E OBBLIGAZIONI

Siamo tatticamente neutrali sulle azioni e negativi nei confronti delle obbligazioni, mantenendo una duration short.

  • Al volgere dell'anno, le dinamiche espansionistiche globali sono meno uniformi. Il flusso di notizie economiche è meno favorevole negli Stati Uniti e non possiamo contare su un catalizzatore o su una battuta d'arresto del mercato per divenire più costruttivi. Il recupero europeo è ben incamminato e nel corso del 2017-18 dovrebbe contribuire a una crescita superiore al tendenziale, portando a un innalzamento delle aspettative di profitto. Riteniamo che l'eurozona e le economie emergenti siano meglio posizionate per far leva su tali dinamiche.
  • L'atteggiamento accomodante delle banche centrali recede molto gradualmente:
    • La BCE di Mario Draghi ha lasciato invariata la propria politica monetaria, affermando tuttavia che "considera i rischi rispetto alla prospettiva di crescita ampiamente equilibrati". Sebbene Mario Draghi abbia negato l'esistenza di qualsivoglia discussione in merito a un eventuale tapering, la BCE ha intrapreso un primo passo modesto verso un'uscita dagli stimoli massicci, omettendo dalla propria forward guidance i livelli dei tassi di interesse minori. Dopo l'estate, il tapering dovrebbe divenire un tema centrale.
    • Per la quarta volta in questo ciclo la Fed ha aumentato i tassi guida e ha fornito ulteriori dettagli sulle modalità di avvio della riduzione del bilancio "in tempi relativamente brevi", sebbene dati specifici non siano stati forniti.
  • Le azioni hanno una valutazione relativa interessante rispetto al credito con un rendimento previsto incline a potenziarsi con la fine della recessione degli utili negli Stati Uniti e in Europa.
  • I principali rischi per i mercati azionari rimangono di ordine politico e sono passati dall'Europa agli Stati Uniti:
    • Che le elezioni italiane saranno tenute nel 2017 è improbabile.
    • L'esito delle elezioni britanniche ha generato ulteriori incertezze sul tono dei negoziati relativi alla "Brexit".
    • Le tensioni geopolitiche in Siria, in Corea del Nord e potenzialmente in Iran possono generare incertezze.
    • Lo slittamento nella tempistica dello stimolo fiscale a causa del mancato successo politico in seno al Congresso e all'indagine nei confronti del presidente minano la credibilità della presidenza Trump.


STRATEGIA PER I TITOLI AZIONARI REGIONALI

  • Rimaniamo favorevoli rispetto ai titoli azionari dell'area euro. Un'espansione economica in corso più robusta e più ampia geograficamente, una banca centrale accomodante e un momentum sugli utili delle società robusto sostengono l'attrattiva degli asset rischiosi della regione. Inoltre, le valutazioni relative sono interessanti e i flussi da parte dei non residenti dovrebbero continuare ad aumentare.
  • Manteniamo un sottopeso sui titoli azionari Europe ex-EMU. Le incertezze sulla situazione politica nel Regno Unito, i negoziati sulla "Brexit" e l'impatto sull'economia ci portano a evitare la regione.
  • Manteniamo una posizione neutrale sui titoli azionari statunitensi. Nel 1T il recupero ciclico degli Stati Uniti ha segnato il passo e i dati sull'attività non viaggiano ancora di pari passo con l'ottimismo dei sondaggi. L'imprevedibilità di Donald Trump alimenta l'incertezza. Le dinamiche deflattive non sono più attive, tuttavia il momentum dell'inflazione globale aumenta solo gradualmente e richiede più tempo del previsto per materializzarsi. Individuiamo un rischio di esecuzione (per lo meno un ritardo nel 2018) nello stimolo fiscale previsto.
  • Abbiamo un'esposizione neutrale sui titoli azionari giapponesi. Una crescita globale più robusta e un mix di politica interna accomodante sono i principali propulsori delle performance, tuttavia una moneta più debole è garanzia di maggiore convinzione.
  • Siamo sovraesposti rispetto alle azioni dei mercati emergenti con l'India quale nostro mercato preferito. Beneficiano di valutazioni attraenti in un contesto di crescita globale robusto. Quest'anno, la Cina non dovrebbe scatenare un rischio sistemico e i dati più recenti (riserve in valuta estera, vendite al dettaglio, produzione industriale, prestiti) sono piuttosto favorevoli.


STRATEGIA PER LE OBBLIGAZIONI

  • Manteniamo il sottopeso sulle obbligazioni e una duration short. Una Fed relativamente restrittiva e condizioni del mercato del lavoro in grado di accrescere le pressioni inflazionistiche ci fanno prevedere che i tassi di interesse e i rendimenti obbligazionari riprenderanno la tendenza rialzista. Con i rischi politici in recessione, il miglioramento dell'economia europea potrebbe inoltre favorire maggiori rendimenti della zona euro e a decorrere dal secondo semestre la BCE dovrebbe iniziare a fornire dettagli sul tapering.
  • Continuiamo a diversificare evitando titoli di Stato a rendimento minimo/negativo:
    • Abbiamo una visione neutrale sul credito con una contrazione degli spread significativa e un potenziale aumento dei rendimenti obbligazionari che potrebbero erodere la performance.
    • Restiamo ottimisti sulle obbligazioni indicizzate all'inflazione e prevediamo un rialzo dell'inflazione core per effetto dell'aumento dei salari, delle minori pressioni deflazionistiche in Cina e dell'allentamento fiscale. Le potenziali misure protezionistiche negli Stati Uniti sono un jolly.
    • Siamo in leggero sovrappeso sui titoli azionari dei mercati emergenti che traggono beneficio dai robusti fondamentali e da un carry interessante. Il contagio dal Brasile al resto dei mercati emergenti è stato contenuto.
    • Siamo prossimi a un'esposizione neutrale dell'alto rendimento: la compressione degli spread ha superato gli obiettivi su entrambe le sponde dell'Atlantico, ma il carry permane interessante.
    • Sul versante valutario, abbiamo mantenuto un sottopeso inferiore sulla GBP prima delle elezioni britanniche. 


Macro :

  • Negli Stati Uniti l'indice Fed di Philadelphia ha registrato un calo a giugno a 27,6, da 38,8 del mese precedente e al di sopra rispetto alla stima di consenso a 24 di Reuters. Il calo è stato dovuto in parte al rallentamento del ritmo di crescita delle spedizioni.
  • A giugno, il dato preliminare dell'indice Michigan sul sentiment dei consumatori è sceso a 94,5, da 97,1 di maggio e al di sotto della stima di consenso a 97,2. La diminuzione della fiducia riflette i timori sulle politiche economiche del presidente Donald Trump e sulle possibilità che siano approvate presso il Congresso.
  • Nell'area euro, la produzione industriale ha continuato a rallentare ad aprile con un calo della produzione di beni strumentali che ha inciso sulla crescita. Il tasso di crescita a/a è sceso all'1,4%, dal 2,2% di marzo.
  • In Germania, l'indice ZEW sul sentiment economico è sceso inaspettatamente a 18,6 a giugno da 20,6 di maggio, rimanendo al di sotto della media a lungo termine dell'indicatore a 23,9. Di converso, la valutazione sull'attuale situazione economica è salita di 4,1 punti attestandosi a 88 punti e registrando il livello più alto da luglio 2011. 

Titoli azionari :

Titoli Azionari Europa

Settimana leggermente negativa per le azioni europee.

  • A inizio settimana, la correzione nel settore tecnologico statunitense si è trasmessa in Europa, ma un rimbalzo successivo nelle azioni tecnologiche europee ha contribuito a un ampio recupero del mercato.
  • Le vendite al dettaglio al lumicino nel Regno Unito e le incertezze politiche in merito ai negoziati sulla "Brexit" hanno rallentato i mercati e malgrado l'impennata a fine settimana di automobili, materiali di base e scorte di petrolio e gas, le perdite precedenti non sono state compensate.
  • Altri indici non euro difensivi hanno registrato performace migliori rispetto agli indici in euro più ciclici nel loro complesso.


Titoli Azionari USA

Settimana leggermente positiva per i titoli USA.

  • I principali indici hanno chiuso la settimana con un andamento contrastante con i titoli a bassa capitalizzazione che hanno sottoperformato.
  • Per la seconda settimana consecutiva, l'indice composito Nasdaq non ha ottenuto un buon risultato in quanto i titoli hanno continuato a risentire degli effetti della mega correzione del venerdì precedente.
  • Venerdì, Amazon ha registrato un rimbalzo da fine settimana a seguito dell'acquisizione di Whole Foods Market per oltre 13 miliardi di USD.
  • Come da previsioni, la Fed ha innalzato i tassi e mantenuto la proiezione per un altro aumento dei tassi nel 2017.


Titoli Azionari Mercati Emergenti

Settimana negativa per i titoli dei mercati emergenti.

  • Una correzione dei titoli russi è stata innescata dai legislatori statunitensi che operano per imporre nuove sanzioni al paese.
  • La Cina ha chiuso la settimana in ribasso del 2,3%, primo calo settimanale da inizio maggio, dopo che i dati deboli di investimento hanno rafforzato i timori su un nuovo rallentamento dell'economia.
  • Il Sudafrica ha sperimentato una settimana difficile con una calo dei titoli minerari a seguito della decisione del governo di riesaminare le regole di proprietà del settore.
  • La Grecia, invece, ha evidenziato una performance robusta grazie all'approvazione, da parte dei ministri delle finanze dell'area euro e dell'FMI, di una tranche di aiuti di lunga durata pari a 8,5 miliardi di EUR. 

Rendita fissa :

Tassi

I rendimenti sovrani nei mercati sviluppati hanno registrato un rally a seguito della pubblicazione di dati sull'inflazione più deboli del previsto negli Stati Uniti.

  • Il FOMC ha propiziato un ulteriore innalzamento dei tassi di 25 pb, prestando al contempo meno attenzione alla recente debolezza dei dati sull'inflazione.
  • Il rally nelle obbligazioni nominali ha evidenziato un'inversione di tendenza con l'offerta ponderata e la BoE che ha rivelato che tre membri hanno votato per un rialzo. Ciò ha innescato una correzione.
  • I tassi a 10 anni di Stati Uniti, Regno Unito, Giappone e Germania si sono attestati rispettivamente a 2,18%, 1,04%, 0,04% e 0,29%. 




Credito

Dopo la volatilità della scorsa settimana, il mercato monetario si è stabilizzato registrando un lieve recupero.

  • La ragione alla base della compressione nel premio di rischio è la diminuzione dei rischi politici e le aspettative per cui il processo di tapering della BCE sarà graduale.
  • I periferici e l'Italia in particolare hanno sovraperformato sulla scia delle notizie per cui le elezioni generali saranno probabilmente celebrate solo il prossimo anno.
  • In vista della riunione del FOMC il mercato primario è stato relativamente modesto e l'attività è stata segnata dall'emissione di bond verdi (Tennet, Intesa, ecc.). 




Forex

La negoziazione ponderata del dollaro ha concluso la settimana con un andamento piatto.

  • La riunione della BCE ha fatto perdere vigore al momentum dell'EUR a causa della posizione complessiva accomodante di Mario Draghi.
  • Le principali valute, ad eccezione del JPY, hanno sovraperformato l'EUR (GBP +0,5%, USD +0,1%, NOK +0,7%, SEK +0,2%, AUD +1,4%, NZD +0,6%).
  • Nel complesso, l'FX dei ME ha seguito un andamento analogo al JPY, con le mosse di USD/Fed che si sono dimostrate più incisive.
  • Rally impressionante da parte del CAD (+1,95%) sulla scia dei commenti della Banca Centrale sulla necessità di stimoli in quanto l'economia nazionale sta acquistando vigore. 


Mercati :

PANORAMICA SETTIMANALE DEI MERCATI

FATTI E CIFRE